1,5 milioni di italiani hanno origine straniera

Nei 45 anni di immigrazione in Italia, la popolazione straniera si è inserita nel tessuto sociale in maniera sempre più strutturale. Nel quinquennio 2013-2017 sono state circa 757mila le acquisizioni di cittadinanza italiana, le quali hanno portato il numero dei “nuovi cittadini” di origine straniera a 1 milione e mezzo.

Lo dice il Dossier statistico immigrazione 2018 del Centro Studi e Ricerche IDOS in partenariato con il Centro Studi Confronti, presentato il 25 novembre in diverse città di Italia.

D’altra parte, IDOS stima in circa 1 milione e 300mila gli stranieri nati in Italia (“seconde generazioni”), oltre un quarto di tutti i residenti stranieri. Di costoro, più di mezzo milione è seduto tra i banchi di scuola e costituisce ormai i due terzi degli 826.000 alunni stranieri del paese, quasi un decimo (9,4%) di tutti gli scolari in Italia (dati Miur, a.s. 2016/2017). Molti di questi giovani di “seconda generazione” sarebbero potuti diventare italiani se nella scorsa legislatura il Parlamento avesse finalmente approvato la riforma della legge sulla cittadinanza, conosciuta semplicemente come la riforma “dello ius soli”, che più propriamente si doveva chiamare “dello ius culturae”, visto che prevedeva l’espletamento di un ciclo scolastico di 5 anni per chi arrivava in Italia da piccolo oppure la precedente integrazione dei genitori per i nati qui. Certamente non era destinata ai profughi appena sbarcati in Italia oppure per i clandestini, come l’opinione pubblica credeva, oppure come in tanti avevano lasciato erroneamente intendere.

Visto che l’acquisizione della cittadinanza in Italia dipendono da processi di lungo periodo e di grande discrezionalità, risulta naturale l’incremento nell’ultimo decennio del numero degli immigrati che ogni anno sono diventati italiani, cioè da quando le prime ondate di immigrati in Italia (anni ’80 e ’90) hanno portato a compimento il lungo percorso di integrazione. A questa prima generazione di immigrati hanno fatto seguito tutte quelle persone dette di “seconda generazione”, i figli nati in Italia, oggi maggiorenni.

Così se nel 2007 sono stati circa 45mila gli stranieri diventati italiani, nel 2010 la cifra si è più che raddoppiata (quasi 100mila), per raddoppiarsi di nuovo nel 2016 (oltre 201mila). Per IDOS, i dati dell’anno scorso (146.605 acquisizioni di cittadinanza), pur essendo molto più bassi di quelli del 2016 (-28,7%), confermano l’inarrestabile trasformazione della cittadinanza in Italia, dopo oltre 4 decenni di immigrazione. Per cui, l’idea di cittadini “puri”, o l’idea dell’immigrato come “estraneo” all’Italia, risultano oggi inadeguate per comprendere la società italiana.

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