Ricongiungimento, quali familiari possono venire in Italia?

Il Testo Unico sull’immigrazione (d. Lgs. 286/1998) tutela il diritto all’unità familiare, riconoscendolo, a determinate condizioni, agli “stranieri titolari di carta di soggiorno [permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo] o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi o per motivi familiari”.

Con la procedura di ricongiungimento  familiare si possono far arrivare in Italia:

a) il coniuge (marito o moglie) o il partner dell’unione civile, purché non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni;

b)i figli minori  anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non sposati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. Non devono aver compiuto 18 anni al momento della domanda;

c) i figli maggiorenni a carico che per ragioni di salute sono totalmente invalidi e quindi non possono provvedere a sé stessi

d) i genitori a carico, indipendentemente dall’età, se non hanno altri figli nel Paese di origine o di provenienza,

e) i genitori ultrasessantacinquenni con altri figli se questi non possono sostenerli per documentati, gravi motivi di salute.

Tra gli altri requisiti previsti dalla legge per chiedere il ricongiungimento familiare, ci sono un alloggio adeguato, un reddito sufficiente e, nel caso di genitori ultrasessantacinquenni, anche un’assicurazione sanitaria o l’iscrizione al Ssn tramite il pagamento di un contributo. La domanda di ricongiungimento familiare si presenta online tramite il sito del ministero dell’interno 

Cittadinanza.info

 

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