Regolamento di attuazione del Testo Unico sull’Immigrazione (D.P.R. n. 394/1999)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 agosto 1999, n. 394

Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
Vigente al: 18-5-2018
CAPO I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio
1998, n. 286, recante testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello
straniero, che dispone l’emanazione del regolamento di attuazione del
medesimo testo unico;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udita la conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati
personali; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nelle adunanze dell’11
gennaio 1999 e del 24 maggio 1999;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 gennaio 1999;
Acquisito il parere delle competenti commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati;
Viste le osservazioni della Corte dei conti;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 4 giugno e del 4 agosto 1999;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro
per gli affari regionali, con il Ministro per la solidarieta’
sociale, con il Ministro per le pari opportunita’, con il Ministro
degli affari esteri, con il Ministro dell’interno, con il Ministro di
grazia e giustizia, con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione, economica, con il Ministro della pubblica istruzione,
con il Ministro dei trasporti e della navigazione, con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con il Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, con il Ministro della sanita’ e
con il Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e
tecnologica;
E m a n a
il seguente regolamento:

Art. 1
(( (Accertamento della condizione di reciprocita’). ))

(( 1. Ai fini dell’accertamento della condizione di reciprocita’,
nei casi previsti dal testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello
straniero, di seguito denominato: “testo unico”, il Ministero degli
affari esteri, a richiesta, comunica ai notai ed ai responsabili dei
procedimenti amministrativi che ammettono gli stranieri al godimento
dei diritti in materia civile i dati relativi alle verifiche del
godimento dei diritti in questione da parte dei cittadini italiani
nei Paesi d’origine dei suddetti stranieri.
2. L’accertamento di cui al comma 1, non e’ richiesto per i
cittadini stranieri titolari della carta di soggiorno di cui
all’articolo 9 del testo unico, nonche’ per i cittadini stranieri
titolari di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato
o di lavoro autonomo, per l’esercizio di un’impresa individuale, per
motivi di famiglia, per motivi umanitari e per motivi di studio, e
per i relativi familiari in regola con il soggiorno. ))
Art. 2
Rapporti con la pubblica amministrazione

1. I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia
possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui all’articolo
46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445, limitatamente agli stati, fatti e qualita’ personali
certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici o privati
italiani. (5) (6) (7) (8) (10) (11) (12) (15)((17))
2. Gli stati, fatti, e qualita’ personali diversi da quelli
indicati nel comma 1, sono documentati mediante certificati o
attestazioni rilasciati dalla competente autorita’ dello Stato
estero, legalizzati ai sensi dell’articolo 49 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, dalle autorita’
consolari italiane e corredati di traduzione in lingua italiana, di
cui l’autorita’ consolare italiana attesta la conformita’
all’originale. Sono fatte salve le diverse disposizioni contenute
nelle convenzioni internazionali in vigore per l’Italia.
L’interessato deve essere informato che la produzione di atti o
documenti non veritieri e’ prevista come reato dalla legge italiana e
determina gli effetti di cui all’articolo 4, comma 2, del testo
unico.
2-bis. Ove gli stati, fatti e qualita’ personali di cui al comma 1
non possono essere documentati mediante certificati o attestazioni
rilasciati da competenti autorita’ straniere, in ragione della
mancanza di una autorita’ riconosciuta o della presunta
inaffidabilita’ dei documenti, rilasciati dall’autorita’ locale,
rilevata anche in sede di cooperazione consolare Schengen locale, ai
sensi della decisione del Consiglio europeo del 22 dicembre 2003, le
rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio di
certificazioni, ai sensi dell’articolo 49 del decreto del Presidente
della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, sulla base delle verifiche
ritenute necessarie, effettuate a spese degli interessati.

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AGGIORNAMENTO (5)
Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, ha disposto (con l’art. 17, comma 4-quater)
che “Le disposizioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter acquistano
efficacia a far data dal 1º gennaio 2013”.
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AGGIORNAMENTO (6)
La L. 24 dicembre 2012, n. 228, nel modificare l’art. 17, comma
4-quater, del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con
modificazioni dalla L. 4 aprile 2012, n. 35, ha conseguentemente
disposto (con l’art. 1, comma 388) che le disposizioni di cui al
comma 1 del presente articolo decorrono dal 30 giugno 2013.
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AGGIORNAMENTO (7)
Il D.P.C.M. 26 giugno 2013 (in G.U. 3/8/2013, n. 181) nel
modificare l’art. 17, comma 4-quater del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5
convertito con modificazioni dalla L. 4 aprile 2012, n. 35 ha
conseguentemente disposto (con l’art. 1, comma 1, lettera b)) che le
disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo acquistano
efficacia a decorrere dal 31 dicembre 2013.
Ha inoltre disposto (con l’art. 1, comma 2) che la presente
modifica ha effetto a decorrere dal 1 luglio 2013.
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AGGIORNAMENTO (8)
Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, come modificato dal D.L. 30 dicembre 2013,
n. 150, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2014, n. 15
ha disposto (con l’art. 17, comma 4-quater) che “Le disposizioni di
cui ai commi 4-bis e 4-ter acquistano efficacia a far data dal 30
giugno 2014”.
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AGGIORNAMENTO (10)
Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, come modificato dal D.L. 22 agosto 2014, n.
119, convertito con modificazioni dalla L. 17 ottobre 2014, n. 146,
ha disposto (con l’art. 17, comma 4-quater) che “Le disposizioni di
cui ai commi 4-bis e 4-ter acquistano efficacia a far data dal 30
giugno 2015”.
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AGGIORNAMENTO (11)
Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, come modificato dal D.L. 31 dicembre 2014,
n. 192, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2015, n. 11
ha disposto (con l’art. 17, comma 4-quater) che le disposizioni di
cui al comma 1 acquistano efficacia a far data dal 31 dicembre 2015.
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AGGIORNAMENTO (12)
Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, come modificato dal D.L. 30 dicembre 2015,
n. 210, convertito con modificazioni dalla L. 25 febbraio 2016, n. 21
ha disposto (con l’art. 17, comma 4-quater) che le disposizioni di
cui al comma 1 acquistano efficacia a far data dal 31 dicembre 2016.
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AGGIORNAMENTO (15)
Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, come modificato dal D.L. 30 dicembre 2016,
n. 244, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2017, n.
19, ha disposto (con l’art. 17, comma 4-quater) che le disposizioni
di cui al comma 1 del presente articolo acquistano efficacia a far
data dal 31 dicembre 2017.
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AGGIORNAMENTO (17)
Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35, come modificato dalla L. 27 dicembre 2017,
n. 205, ha disposto (con l’art. 17, comma 4-quater) che le
disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo acquistano
efficacia a far data dal 31 dicembre 2018.
Art. 3
Comunicazioni allo straniero

1. Le comunicazioni dei provvedimenti dell’autorita’ giudiziaria
relative ai procedimenti giurisdizionali previsti dal testo unico e
dal presente regolamento sono effettuate con avviso di cancelleria al
difensore nominato dallo straniero o a quello incaricato di ufficio.
2. Le comunicazioni dei provvedimenti concernenti gli stranieri
diversi da quelli indicati nel comma 1, emanati dal Ministro
dell’interno, dai prefetti, dai questori o dagli organi di polizia
sono effettuate a mezzo di ufficiali od agenti di pubblica sicurezza,
con le modalita’ di cui al comma 3 o quando la persona e’
irreperibile, mediante notificazione effettuata nell’ultimo domicilio
conosciuto.
((3. Il provvedimento che dispone il respingimento, il decreto di
espulsione, il provvedimento di revoca o di rifiuto del permesso di
soggiorno, quello di rifiuto della conversione del titolo di
soggiorno, la revoca od il rifiuto della carta di soggiorno sono
comunicati allo straniero mediante consegna a mani proprie o
notificazione del provvedimento scritto e motivato, contenente
l’indicazione delle eventuali modalita’ di impugnazione, effettuata
con modalita’ tali da assicurare la riservatezza del contenuto
dell’atto. Se lo straniero non comprende la lingua italiana, il
provvedimento deve essere accompagnato da una sintesi del suo
contenuto, anche mediante appositi formulari sufficientemente
dettagliati, nella lingua a lui comprensibile o, se cio’ non e’
possibile per indisponibilita’ di personale idoneo alla traduzione
del provvedimento in tale lingua, in una delle lingue inglese,
francese o spagnola, secondo la preferenza indicata
dall’interessato.))
4. Nel provvedimento di espulsione e nella sintesi di cui al comma
3, lo straniero e’ altresi’ informato del diritto di essere assistito
da un difensore di Fiducia, con ammissione, qualora (le sussistano i
presupposti, al gratuito patrocinio a spese dello Stato a norma della
legge 30 luglio 1990, n. 217, ((e successive modificazioni,))ed e’
avvisato che, in mancanza di difensore di fiducia, sara’ assistito da
un difensore di ufficio designato dal giudice tra quelli iscritti
nella tabella di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 28
luglio 1989, n. 271, e che le comunicazioni dei successivi
provvedimenti giurisdizionali saranno effettuate con l’avviso di
cancelleria al difensore nominato dallo straniero o a quello
incaricato di ufficio.
Art. 4
Comunicazioni all’autorita’ consolare

1. L’informazione prevista dal comma 7 dell’articolo 2 del testo
unico contiene:
a) l’indicazione dell’autorita’ giudiziaria o amministrativa che
effettua l’informazione;
b) le generalita’ dello straniero e la sua nazionalita’ nonche’ ove
possibile gli estremi del passaporto o di altro documento di
riconoscimento, ovvero, in mancanza, le informazioni acquisite in
merito alla sua identificazione;
c) l’indicazione delle situazioni che comportano l’obbligo
dell’informazione con specificazione della data di accertamento
della stessa, nonche’, ove sia stato emesso un provvedimento nei
confronti dello straniero, gli estremi dello stesso;
d) il luogo in cui lo straniero si trova, nel caso di provvedimento
restrittivo della liberta’ personale, di decesso o di ricovero
ospedaliero urgente.
2. La comunicazione e’ effettuata per iscritto, ovvero mediante
Fonogramma, telegramma, o altri idonei mezzi di comunicazione. Nel
caso in cui la rappresentanza diplomatica o consolare piu’ vicina
dello Stato di cui lo straniero e’ cittadino si trovi all’estero, le
comunicazioni verranno fatte al Ministero degli affari esteri che
provvedera’ ad interessare la rappresentanza competente.
3. L’obbligo di informazione all’autorita’ diplomatica o consolare
non sussiste quando lo straniero, cui la specifica richiesta deve
essere rivolta dai soggetti di cui all’articolo 2, comma 7, del testo
unico, dichiari espressamente di non volersi avvalere degli
interventi di tale autorita’. Per lo straniero di eta’ inferiore ai
quattordici anni, la rinuncia e’ manifestata da chi esercita la
potesta’ sul minore.
4. Oltre a quanto previsto dall’articolo 2, comma 7, del testo
unico, l’informazione all’autorita’ consolare non e’ comunque
effettuata quando dalla stessa possa derivare il pericolo per lo
straniero o per i componenti del nucleo familiare, di persecuzione
per motivi di razza, di sesso, di lingua, di relizione, di opinioni
politiche, di origine nazionale di condizioni personali o sociali.
CAPO II
INGRESSO E SOGGIORNO

Art. 5
Rilascio dei visti di ingresso

1. Il rilascio dei visti di ingresso o per il transito nel
territorio dello Stato e’ di competenza delle rappresentanze
diplomatiche o consolari italiane a cio’ abilitate e, tranne in casi
particolari, territorialmente competenti per il luogo di residenza
dello straniero. Gli uffici di polizia di frontiera italiani possono
essere autorizzati a rilasciare visti di ingresso o di transito per
una durata non superiore rispettivamente, a dieci e a cinque giorni,
per casi di assoluta necessita’.
2. Il visto puo’ essere rilasciato, se ne ricorrono requisiti e
condizioni, per la durata occorrente in relazione ai motivi della
richiesta e alla documentazione prodotta dal richiedente.
((3. La tipologia dei visti corrispondente ai diversi motivi di
ingresso, nonche’ i requisiti e le condizioni per l’ottenimento di
ciascun tipo di visto sono disciplinati da apposite istruzioni del
Ministero degli affari esteri, adottate con decreto del Ministro
degli affari esteri, di concerto con i Ministri dell’interno, del
lavoro e delle politiche sociali, della giustizia, della salute,
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, delle attivita’
produttive e per gli affari regionali e sono periodicamente
aggiornate anche in esecuzione degli obblighi internazionali assunti
dall’Italia.))
4. Le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane sono tenute
ad assicurare, per le esigenze dell’utenza, adeguate forme di
pubblicita’ di detti requisiti e condizioni, nonche’ degli eventuali
requisiti integrativi resi necessari da particolari situazioni locali
o da decisioni comuni adottate nell’ambito della cooperazione con le
rappresentanze degli altri Stati che aderiscono alla Convenzione di
applicazione dell’Accordo di Schengen.
((5. Fermo restando quanto previsto dal comma 4, nella domanda per
il rilascio del visto, lo straniero deve indicare le proprie
generalita’ complete e quelle degli eventuali familiari al seguito,
gli estremi del passaporto o di altro documento di viaggio
riconosciuto equivalente, il luogo dove e’ diretto, il motivo e la
durata del soggiorno.))
6. Alla domanda deve essere allegato il passaporto o altro
documento di viaggio riconosciuto equivalente, nonche’ la
documentazione necessaria per il tipo di visto richiesto e, in ogni
caso, quella concernente:
a) la finalita’ del viaggio;
b) l’indicazione dei mezzi di trasporto utilizzati;
((c) la disponibilita’ dei mezzi di sussistenza sufficienti per la
durata del viaggio e del soggiorno, osservate le direttive di cui
all’articolo 4, comma 3, del testo unico;))
((c-bis) il nullaosta di approvazione del progetto da parte del
Comitato per i minori stranieri, rilasciato previa acquisizione di
quello della questura per i componenti del nucleo familiare che
ospita il minore, con allegata la lista dei minori e degli
accompagnatori, per il rilascio del visto per il soggiorno di cui
all’articolo 10, comma 3-bis;))
d) le condizioni di alloggio.
7. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
8. Valutata la ricevibilita’ della domanda ed esperiti gli
accertamenti richiesti in relazione al visto richiesto, ivi comprese
le verifiche preventive di sicurezza, il visto e’ rilasciato entro 90
giorni dalla richiesta ((, fatto salvo quanto diversamente previsto
dal testo unico e dal presente regolamento.))
((8-bis. Contestualmente al rilascio del visto d’ingresso, la
rappresentanza diplomatica o consolare consegna al titolare del visto
una comunicazione scritta in lingua a lui comprensibile o, ove sia
impossibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo, secondo le
preferenze manifestate dall’interessato, che illustri i diritti e
doveri dello straniero relativi all’ingresso ed al soggiorno in
Italia, di cui all’articolo 2 del testo unico, nonche’ l’obbligo di
presentarsi nei tempi stabiliti dalla legge alle competenti autorita’
dopo il suo ingresso in Italia. ))
Art. 6
(( (Visti per ricongiungimento familiare
e per familiari al seguito). ))

((1. La richiesta di nullaosta al ricongiungimento familiare, per i
soggetti di cui all’articolo 29, comma 1, del testo unico, va
presentata allo Sportello unico per l’immigrazione presso la
Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, competente per il luogo
di dimora del richiedente. La domanda dell’interessato deve essere
corredata dalla:
a) copia della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno avente
i requisiti di cui all’articolo 28, comma 1, del testo unico;
b) documentazione attestante la disponibilita’ del reddito di cui
all’articolo 29, comma 3, lettera b), del testo unico;
c) documentazione attestante la disponibilita’ di un alloggio, a
norma dell’articolo 29, comma 3, lettera a), del testo unico. A
tale fine, l’interessato deve produrre l’attestazione dell’ufficio
comunale circa la sussistenza dei requisiti di cui al predetto
articolo del testo unico ovvero il certificato di idoneita’
igienico-sanitaria rilasciato dall’Azienda unita’ sanitaria locale
competente per territorio;
d) documentazione attestante i rapporti di parentela, la minore eta’
e lo stato di famiglia;
e) documentazione attestante l’invalidita’ totale o i gravi motivi di
salute previsti dall’articolo 29, comma 1, lettere c) e b-bis),
del testo unico, rilasciata, a spese del richiedente, dal medico
nominato con decreto della rappresentanza diplomatica o consolare;
f) documentazione concernente la condizione economica nel Paese di
provenienza dei familiari a carico di cui all’articolo 29, comma
1, lettere b-bis) e c) del testo unico, prodotta dalle locali
autorita’ o da soggetti privati, valutata dall’autorita’ consolare
alla luce dei parametri locali.
2. L’autorita’ consolare italiana provvede, ove nulla osti, alla
legalizzazione della documentazione di cui al comma 1, lettere d), e)
e f), salvo che gli accordi internazionali vigenti per l’Italia
prevedano diversamente, nonche’ alla sua validazione ai fini del
ricongiungimento familiare.
3. Per i visti relativi ai familiari al seguito, si applica la
medesima procedura prevista dai commi 1, lettere b), c), d), e) e f)
e 2. Ai fini della richiesta del nullaosta lo straniero puo’
avvalersi di un procuratore speciale.
4. Lo Sportello unico per l’immigrazione rilascia ricevuta della
domanda e della documentazione presentata mediante apposizione, sulla
copia della domanda e degli atti, del timbro datario dell’ufficio e
della sigla dell’addetto alla ricezione. Verificata la sussistenza
dei requisiti e condizioni previsti dall’articolo 29 del testo unico,
nonche’ i dati anagrafici dello straniero, lo Sportello unico per
l’immigrazione verifica l’esistenza del codice fiscale o ne richiede
l’attribuzione, secondo le modalita’ determinate con il decreto del
Ministro dell’interno, di cui all’articolo 11, comma 2. Lo Sportello
unico per l’immigrazione rilascia, anche attraverso procedure
telematiche, entro novanta giorni dalla ricezione, il nullaosta
ovvero il provvedimento di diniego, dandone comunicazione
all’autorita’ consolare, avvalendosi anche del collegamento previsto
con l’archivio informatizzato della rete mondiale visti presso il
Ministero degli affari esteri.
5. Le autorita’ consolari, ricevuto il nullaosta di cui al comma 4
ovvero, se sono trascorsi novanta giorni dalla presentazione della
domanda di nullaosta, ricevuta copia della stessa domanda e degli
atti contrassegnati a norma del medesimo comma 4, rilasciano il visto
di ingresso entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta
di visto, dandone comunicazione, in via telematica, allo Sportello
unico.))
Art. 6-bis
(( (Diniego del visto d`ingresso). ))

((1. Qualora non sussistano i requisiti previsti nel testo unico e
nel presente regolamento, l’autorita’ diplomatica o consolare
comunica allo straniero, con provvedimento scritto, il diniego del
visto di ingresso, contenente l’indicazione delle modalita’ di
eventuale impugnazione. Il visto di ingresso e’ negato anche quando
risultino accertate condanne in primo grado di cui all’articolo 4,
comma 3, del testo unico. Se lo straniero non comprende la lingua
italiana, il provvedimento deve essere accompagnato da una traduzione
del suo contenuto nella lingua a lui comprensibile o, comunque, in
inglese, francese, spagnolo o arabo, secondo le preferenze
manifestate dall’interessato. Il provvedimento di diniego e’
motivato, salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 2, del testo
unico. Il provvedimento e’ consegnato a mani proprie
dell’interessato.))
Art. 7
Ingresso nel territorio dello Stato

1. L’ingresso nel territorio dello Stato e’ comunque subordinato
alla effettuazione dei controlli di frontiera, compresi quelli
richiesti in attuazione della Convenzione di applicazione
dell’Accordo di Schengen, doganali e valutari, ed a quelli sanitari
previsti dalla normativa vigente in materia di profilassi
internazionale. Per i permessi previsti dalla prassi internazionale
in materia trasporti marittimi o aerei si osservano le istruzioni
specificamente disposte.
2. E’ fatto obbligo al personale addetto ai controlli di frontiera
di apporre sul passaporto il timbro di ingresso, con l’indicazione
della data.
3. Nei casi di forza maggiore che impediscono l’attracco o
l’atterraggio dei mezzi navali o aerei nei luoghi dove sono istituiti
i valichi di frontiera deputati ai controlli dei viaggiatori, lo
sbarco degli stessi puo’ essere autorizzato dal comandante del porto
o dal direttore dell’aeroporto per motivate esigenze, previa
comunicazione al questore e all’ufficio o comando di polizia
territorialmente competente ed agli uffici di sanita’ marittima o
aerea.
4. Nelle circostanze di cui al comma 3, il controllo di frontiera
e’ effettuato dall’ufficio o comando di polizia territorialmente
competente, con le modalita’ stabilite dal questore.
5. Le disposizioni dei commi 3 e 4 si osservano anche per il
controllo delle persone in navigazione da diporto che intendono fare
ingresso nel territorio dello Stato le cui imbarcazioni sono
eccezionalmente autorizzate ad attraccare in localita’ sprovviste di
posto di polizia di frontiera, sulla base delle istruzioni diramate
in attuazione della Convenzione di applicazione dell’Accordo di
Schengen, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 30
settembre 1993, n. 388.
Art. 8
Uscita dal territorio dello Stato e reingresso

1. Lo straniero che lascia il territorio dello Stato per recarsi in
uno Stato non appartenente allo spazio di libera circolazione e’
tenuto a sottoporsi ai controlli di polizia di frontiera. E’ fatto
obbligo al personale addetto ai controlli di apporre sul passaporto
il timbro di uscita munito dell’ indicazione del valico di frontiera
e della data.
2. Per lo straniero regolarmente soggiornante in Italia che, dopo
esserne uscito, intende farvi ritorno, il reingresso e’ consentito
previa esibizione al controllo di frontiera del passaporto o
documento equivalente e del permesso di soggiorno ((o della carta di
soggiorno)) in corso di validita’.
((3. Lo straniero, il cui documento di soggiorno e’ scaduto da non
piu’ di sessanta giorni e che ne abbia chiesto il rinnovo nel
rispetto dei termini, per rientrare nel territorio dello Stato e’
tenuto a munirsi di visto di reingresso, rilasciato dalla
rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di
provenienza, previa esibizione del documento scaduto. Il predetto
termine di sessanta giorni non si applica nei confronti dello
straniero che si e’ allontanato dal territorio nazionale per
adempiere agli obblighi militari e si estende fino a sei mesi in caso
di sussistenza di comprovati gravi motivi di salute dello straniero,
dei suoi parenti di I° grado o del coniuge, fermo restando il
possesso dei requisiti previsti per il rinnovo del permesso di
soggiorno.))
4. Lo straniero privo del documento di soggiorno, perche’ smarrito
o sottratto, e’ tenuto a richiedere il visto di reingresso alla
competente rappresentanza diplomatica o consolare unendo copia della
denuncia del furto o dello smarrimento, il visto di reingresso e’
rilasciato previa verifica dell’esistenza del provvedimento del
questore concernente il soggiorno.
5. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
Art. 8-bis
(( (Contratto di soggiorno per lavoro subordinato). ))

((1. Il datore di lavoro, al momento della richiesta di assunzione
di un lavoratore straniero, deve indicare con un’apposita
dichiarazione, inserita nella richiesta di assunzione del lavoratore
straniero, nonche’ nella proposta di contratto di soggiorno di cui
all’articolo 30-bis, comma 2, lettera d), e comma 3, lettera c), un
alloggio fornito di requisiti di abitabilita’ e idoneita’ igienico
sanitaria, o che rientri nei parametri previsti dal testo unico, e
deve impegnarsi, nei confronti dello Stato, al pagamento delle spese
di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza.
2. La documentazione necessaria per il rilascio del permesso di
soggiorno, di cui all’articolo 5-bis, comma 1, lettere a) e b), del
testo unico, e’ esibita dal lavoratore al momento della
sottoscrizione del contratto di soggiorno, secondo le modalita’
previste dall’articolo 35, comma 1.))
Art. 9
Richiesta del permesso di soggiorno

((1. La richiesta del permesso di soggiorno e’ presentata, entro il
termine previsto dal testo unico, al questore della provincia nella
quale lo straniero intende soggiornare, ovvero allo Sportello unico
in caso di ricongiungimento familiare, di cui all’articolo 6, comma
1, ed in caso d’ingresso per lavoro subordinato, ai sensi
dell’articolo 36, comma 1, mediante scheda conforme al modello
predisposto dal Ministero dell’interno, sottoscritta dal richiedente
e corredata della fotografia dell’interessato, in formato tessera, in
quattro esemplari: uno da apporre sulla scheda di domanda, uno da
apporre sul permesso di soggiorno, il terzo da conservare agli atti
d’ufficio e il quarto da trasmettere al sistema informativo di cui
all’articolo 49 del testo unico. In luogo della fotografia in piu’
esemplari, allo straniero puo’ essere richiesto di farsi ritrarre da
apposita apparecchiatura per il trattamento automatizzato
dell’immagine, in dotazione all’ufficio.
1-bis. Le modalita’ di richiesta del permesso di soggiorno, diverse
da quelle previste dal comma 1, sono disciplinate con decreto del
Ministro dell’interno di attuazione del regolamento (CE) n. 1030/2002
del Consiglio, del 13 giugno 2002, di cui all’articolo 5, comma 8,
del testo unico.
1-ter. In caso di ricongiungimento familiare, lo straniero, entro
otto giorni dall’ingresso nel territorio nazionale, si reca presso lo
Sportello unico che, a seguito di verifica del visto rilasciato
dall’autorita’ consolare e dei dati anagrafici dello straniero,
consegna il certificato di attribuzione del codice fiscale e fa
sottoscrivere il modulo precompilato di richiesta del permesso di
soggiorno, i cui dati sono, contestualmente, inoltrati alla questura
competente per il rilascio del permesso di soggiorno, tramite
procedura telematica. Si applica quanto previsto dagli articoli 11,
comma 2-bis, e 36, comma 2.
1-quater. Lo sportello unico competente richiede l’annullamento dei
codici fiscali non consegnati nel termine di diciotto mesi dal
rilascio del nullaosta, ovveroconferma l’avvenuta consegna, con la
contestuale comunicazione del dato relativo al domicilio fiscale
dello straniero, secondo le modalita’ determinate con il decreto del
Ministro dell’interno di cui all’articolo 11, comma 2.))
2. Nella richiesta di cui al comma 1 lo straniero deve indicare:
a) le proprie generalita’ complete, nonche’ quelle dei figli minori
conviventi, per i quali sia prevista l’iscrizione nel permesso di
soggiorno del genitore;
b) il luogo dove l’interessato dichiara di voler soggiornare;
c) il motivo del soggiorno.
3. Con la richiesta di cui al comma 1 devono essere esibiti:
a) il passaporto o altro documento equipollente da cui risultino la
nazionalita’, la data, anche solo con l’indicazione dell’anno, e
il luogo di nascita degli interessati, nonche’ il visto di
ingresso, quando prescritto;
((b) la documentazione, attestante la disponibilita’ dei mezzi per il
ritorno nel Paese di provenienza, nei casi di soggiorno diversi da
quelli per motivi di famiglia e di lavoro.))
4. L’ufficio trattiene copia della documentazione esibita e puo’
richiedere, quando occorre verificare la sussistenza delle condizioni
previste dal testo unico, l’esibizione della documentazione o di
altri elementi occorrenti per comprovare:
a) l’esigenza del soggiorno, per il tempo richiesto;
b) la disponibilita’ dei mezzi di sussistenza sufficienti commisurati
ai motivi e alla durata del soggiorno, in relazione alle direttive
di cui all’articolo 4, comma 3), del testo unico, rapportata al
numero delle persone a carico;
c) la disponibilita’ di altre risorse o dell’alloggio, nei casi in
cui tale documentazione sia richiesta dal testo unico o dal
presente regolamento.
((5. Gli stranieri autorizzati al lavoro stagionale ai sensi
dell’articolo 24 del testo unico per un periodo non superiore a
trenta giorni sono esonerati dall’obbligo di cui all’articolo 5,
comma 2-bis, del medesimo testo unico.))
6. La documentazione di cui ai commi 3 e 4 non e’ necessaria per i
richiedenti asilo e per gli stranieri ammessi al soggiorno per i
motivi di cui agli articoli 18 e 20 del testo unico ((e all’articolo
11, comma 1, lettera c) )).
7. L’addetto alla ricezione, esaminati i documenti esibiti, ed
accertata l’identita’ dei richiedenti, rilascia un esemplare della
scheda di cui al comma 1, munita di fotografia dell’interessato e del
timbro datario dell’ufficio e della sigla dell’addetto alla
ricezione, quale ricevuta, indicando il giorno in cui potra’ essere
ritirato il permesso di soggiorno, con l’avvertenza che all’atto del
ritiro dovra’ essere esibita la documentazione attestante
l’assolvimento degli obblighi in materia sanitaria di cui
all’articolo 34, comma 3, del testo unico.
Art. 10
Richiesta del permesso di soggiorno in casi particolari

1. Per gli stranieri in possesso di passaporto o altro documento
equipollente, dal quale risulti la data di ingresso nel territorio
dello Stato, e del visto di ingresso quando prescritto, che intendono
soggiornare in Italia per un periodo non superiore a trenta giorni,
l’esemplare della scheda rilasciata per ricevuta a norma
dell’articolo 9, comma 7, tiene luogo del permesso di soggiorno per i
trenta giorni successivi alla data di ingresso nel territorio
nazionale. Ai fini di cui all’articolo 6, comma 3, del testo unico,
la scheda deve essere esibita unitamente al passaporto.
((1-bis. In caso di soggiorno per turismo di durata non superiore a
trenta giorni, gli stranieri appartenenti a Paesi in regime di
esenzione di visto turistico possono richiedere il permesso di
soggiorno al momento dell’ingresso nel territorio nazionale alla
frontiera, attraverso la compilazione e la sottoscrizione di un
apposito modulo. La ricevuta rilasciata dall’ufficio di polizia
equivale a permesso di soggiorno per i trenta giorni successivi alla
data di ingresso nel territorio nazionale. Le modalita’ e le
procedure di attuazione del presente comma sono stabilite con decreto
del Ministro dell’interno.))
2. Quando si tratta di soggiorno per turismo di durata non
superiore a 30 giorni di gruppi guidati la richiesta del permesso di
soggiorno puo’ essere effettuata dal capo gruppo, mediante esibizione
dei passaporti o documenti equipollenti e, se si tratta di passaporti
collettivi, di copia dei documenti di identificazione di ciascuno dei
viaggiatori, nonche’ del programma del viaggio. La disponibilita’ dei
mezzi di sussistenza e di quelli per il ritorno nel Paese d’origine
puo’ essere documentata attraverso la attestazione di pagamento
integrale del viaggio e del soggiorno turistico.
3. Nel casi di cui al comma 2, la ricevuta della richiesta del
permesso di soggiorno, munita del timbro dell’ufficio con data e
sigla dell’operatore addetto alla ricezione, rilasciata nel numero di
esemplari occorrenti, equivale a permesso di soggiorno collettivo per
i trenta giorni successivi alla data di ingresso nel territorio
nazionale, risultante dall’apposito timbro, munito di data, apposto
sul passaporto o altro documento equipollente all’atto del controllo
di frontiera.
((3-bis. Per soggiorni di durata non superiore a novanta giorni di
gruppi di minori stranieri partecipanti a progetti di accoglienza a
carattere umanitario promossi anche dalla regioni e da enti pubblici
locali, per i quali sia stato rilasciato il nullaosta da parte del
Comitato per i minori stranieri, la richiesta di soggiorno per i
minori puo’ essere presentata dal legale rappresentante dell’ente
proponente alla questura competente mediante esibizione del
passaporto degli interessati.))
4. Per i soggiorni da trascorrersi presso convivenze civili o
religiose, presso ospedali o altri luoghi di cura, la richiesta del
permesso di soggiorno puo’ essere presentata in questura
dall’esercente della struttura ricettiva o da chi presiede le case,
gli ospedali, gli istituti o le comunita’ in cui lo straniero e’
ospitato, il quale provvede anche al ritiro e alla consegna
all’interessato della ricevuta di cui al comma 1 e del permesso di
soggiorno.
5. Gli stranieri che intendono soggiornare in Italia per un periodo
non superiore a 30 giorni sono esonerati dall’obbligo di cui al comma
8 dell’articolo 6 del testo unico.
6. Negli alberghi, negli altri esercizi ricettivi e nei centri di
accoglienza alle frontiere deve essere messa a disposizione dei
viaggiatori stranieri una trascrizione nelle lingue italiana,
francese, inglese, spagnola e araba delle disposizioni del testo
unico e del presente regolamento concernenti l’ingresso e il
soggiorno degli stranieri nel territorio dello Stato.
Art. 11
Rilascio del permesso di soggiorno

1. Il permesso di soggiorno e’ rilasciato, quando ne ricorrono i
presupposti, per i motivi e la durata indicati nel visto d’ingresso o
dal testo unico, ovvero per uno dei seguenti altri motivi:
a) per richiesta di asilo, per la durata della procedura
occorrente, e per asilo;
b) per emigrazione in un altro Paese, per la durata delle
procedure occorrenti;
c) per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, a
favore dello straniero gia’ in possesso, del permesso di soggiorno
per altri motivi, per la durata del procedimento di concessione o di
riconoscimento;
c-bis) per motivi di giustizia, su richiesta dell’Autorita’
giudiziaria, per la durata massima di tre mesi prorogabili per lo
stesso periodo, nei casi in cui la presenza dello straniero sul
territorio nazionale sia indispensabile in relazione a procedimenti
penali in corso per uno dei reati di cui all’articolo 380 del codice
di procedura penale, nonche’ per taluno dei delitti di cui
all’articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75;
c-ter) per motivi umanitari, nei casi di cui agli articoli 5,
comma 6 e 19, comma 1, del testo unico, previo parere delle
Commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di
rifugiato ovvero acquisizione dall’interessato di documentazione
riguardante i motivi della richiesta relativi ad oggettive e gravi
situazioni personali che non consentono l’allontanamento dello
straniero dal territorio nazionale;
c-quater) per residenza elettiva a favore dello straniero
titolare di una pensione percepita in Italia;
c-quinquies) per cure mediche a favore del genitore di minore che
si trovi nelle condizioni di cui all’articolo 31, comma 3, del testo
unico;
c-sexies) per integrazione del minore, nei confronti dei minori
che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 32, commi 1-bis e
1-ter, del testo unico, previo parere del Comitato per i minori
stranieri, di cui all’articolo 33 del testo unico.
1-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 29 OTTOBRE 2016, N. 203)).
2. Il permesso di soggiorno e’ rilasciato in conformita’ al
Regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002, di
istituzione di un modello uniforme per i permessi di soggiorno
rilasciati a cittadini di Paesi terzi e contiene l’indicazione del
codice fiscale. Il permesso di soggiorno e la carta di soggiorno di
cui all’articolo 17, rilasciati in formato elettronico, possono
altresi’ contenere i soli dati biometrici individuati dalla
normativa. A tale fine, con decreto del Ministro dell’interno, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
determinate le modalita’ di comunicazione, in via telematica, dei
dati per l’attribuzione allo straniero del codice fiscale e per
l’utilizzazione dello stesso codice come identificativo dello
straniero, anche ai fini degli archivi anagrafici dei lavoratori
extracomunitari. Con decreto del Ministro dell’interno sono stabilite
le modalita’ di consegna del permesso di soggiorno.
2-bis. La questura, sulla base degli accertamenti effettuati,
procede al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o
di ricongiungimento familiare, dandone comunicazione, tramite
procedura telematica, allo Sportello unico che provvede alla
convocazione dell’interessato per la successiva consegna del permesso
o dell’eventuale diniego, di cui all’articolo 12, comma 1.
3. La documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi in
materia sanitaria di cui all’articolo 34, comma 3, del testo unico
deve essere esibita al momento del ritiro del permesso di soggiorno.
Art. 12
Rifiuto del permesso di soggiorno

1. Salvo che debba disporsi il respingimento o l’espulsione
immediata con accompagnamento alla frontiera, quando il permesso di
soggiorno e’ rifiutato il questore avvisa l’interessato, facendone
menzione nel provvedimento di rifiuto, che, sussistendone i
presupposti, si procedera’ nei suoi confronti per l’applicazione
dell’espulsione di cui all’articolo 13 del testo unico.
2. Con il provvedimento di cui al comma 1, il questore concede allo
straniero un termine, non superiore a quindici giorni lavorativi, per
presentarsi al posto di polizia di’ frontiera indicato e lasciare
volontariamente il territorio dello Stato, con l’avvertenza che. in
mancanza. si procedera’ a norma dell’articolo 13 del testo unico.
3. Anche fuori dei casi di espulsione, nei casi in cui occorra
rimpatriare lo straniero, il prefetto ne avverte il console dello
Stato di appartenenza per gli eventuali provvedimenti di competenza e
puo’ disporne il rimpatrio, munendolo di foglio di via obbligatorio,
anche con la collaborazione degli organismi che svolgono attivita’ di
assistenza per stranieri o di altri organismi, anche di carattere
internazionale, specializzati nel trasferimento di persone, ovvero
concedergli un termine, non superiore a dieci giorni, per presentarsi
al posto di polizia di frontiera specificamente indicato e lasciare
il territorio dello Stato.
Art. 13
Rinnovo del permesso di soggiorno

1. Il permesso di soggiorno rilasciato dai Paesi aderenti
all’Accordo di Schengen, in conformita’ di un visto uniforme previsto
dalla Convenzione di applicazione del predetto Accordo, ovvero
rilasciato in esenzione di visto, per i soli motivi di turismo, non
puo’ essere rinnovato o prorogato oltre la durata di novanta giorni,
salvo che ricorrano seri motivi, in particolare di carattere
umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali.
2. Ai Fini del rinnovo del permesso di soggiorno, fermo restando
quanto previsto dall’articolo 22, comma 11, del testo unico, la
documentazione attestante la disponibilita’ di un reddito da lavoro o
da altra fonte lecita, sufficiente al sostentamento proprio e dei
familiari conviventi a carico puo’ essere accertata d’ufficio sulla
base di una dichiarazione temporaneamente sostitutiva resa dati
dall’interessato con la richiesta di rinnovo.
2-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 4 MARZO 2014, N. 40)).
3. La richiesta di rinnovo e’ presentata in duplice esemplare.
L’addetto alla ricezione, esaminati i documenti esibiti ed accertata
l’identita’ del richiedente, rilascia un esemplare della richiesta,
munito del timbro datario dell’ufficio e della propria firma, quale
ricevuta, ove sia riportata per iscritto, con le modalita’ di cui
all’articolo 2, comma 6, del testo unico, l’avvertenza che
l’esibizione della ricevuta stessa alla competente Azienda sanitaria
locale e’ condizione per la continuita’ dell’iscrizione al Servizio
sanitario nazionale.
4. Il permesso di soggiorno non puo’ essere rinnovato o prorogato
quando risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia
per un periodo continuativo di oltre sei mesi o, per i permessi di
soggiorno di durata almeno biennale, per un periodo continuativo
superiore alla meta’ del periodo di validita’ del permesso di
soggiorno, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessita’
di adempiere agli obblighi militari o da altri gravi e comprovati
motivi.
Art. 14
(( Conversione del permesso di soggiorno ))

((1. Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro
subordinato o di lavoro autonomo e per motivi familiari puo’ essere
utilizzato anche per le altre attivita’ consentite allo straniero,
anche senza conversione o rettifica del documento, per il periodo di
validita’ dello stesso. In particolare:
a) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato non
stagionale consente l’esercizio di lavoro autonomo, previa
acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio eventualmente
prescritto e sempre che sussistano gli altri requisiti o
condizioni previste dalla normativa vigente per l’esercizio
dell’attivita’ lavorativa in forma autonoma, nonche’ l’esercizio
di attivita’ lavorativa in qualita’ di socio lavoratore di
cooperative;
b) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo consente
l’esercizio di lavoro subordinato, per il periodo di validita’
dello stesso, previo inserimento nell’elenco anagrafico o, se il
rapporto di lavoro e’ in corso, previa comunicazione del datore di
lavoro alla Direzione provinciale del lavoro;
c) il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per
ingresso al seguito del lavoratore, per motivi umanitari ovvero
per integrazione minore nei confronti dei minori che si trovino
nelle condizioni di cui all’articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del
testo unico e per i quali il Comitato per i minori stranieri ha
espresso parere favorevole, consente l’esercizio del lavoro
subordinato e del lavoro autonomo alle condizioni di cui alle
lettere a) e b);
d) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato,
autonomo e per motivi di famiglia puo’ essere convertito in
permesso di soggiorno per residenza elettiva di cui all’articolo
11, comma 1, lettera c-quater).
2. L’ufficio della pubblica amministrazione che rilascia il titolo
autorizzatorio o abilitativo, nei casi previsti dal comma 1, lettera
a), e la Direzione provinciale del lavoro, nei casi previsti dal
comma 1, lettera b), comunicano alla questura, per le annotazioni di
competenza, i casi in cui il permesso di soggiorno e’ utilizzato per
un motivo diverso da quello riportato nel documento.
3. Con il rinnovo, e’ rilasciato un nuovo permesso di soggiorno per
l’attivita’ effettivamente svolta.
4. Il permesso di soggiorno per motivi di studio o formazione
consente, per il periodo di validita’ dello stesso, l’esercizio di
attivita’ lavorative subordinate per un tempo non superiore a 20 ore
settimanali, anche cumulabili per cinquantadue settimane, fermo
restando il limite annuale di 1.040 ore.
5. Fermi restando i requisiti previsti dall’articolo 6, comma 1,
del testo unico, le quote d’ingresso definite nei decreti di cui
all’articolo 3, comma 4, del testo unico, per l’anno successivo alla
data di rilascio sono decurtate in misura pari al numero dei permessi
di soggiorno per motivi di studio o formazione, convertiti in
permessi di soggiorno per motivi di lavoro nei confronti di stranieri
regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al raggiungimento
della maggiore eta’. La stessa disposizione si applica agli stranieri
che hanno conseguito in Italia il diploma di laurea o di laurea
specialistica, a seguito della frequenza dei relativi corsi di studio
in Italia.
6. Salvo che sia diversamente stabilito dagli accordi
internazionali o dalle condizioni per le quali lo straniero e’
ammesso a frequentare corsi di studio in Italia, il permesso di
soggiorno per motivi di studio puo’ essere convertito, prima della
scadenza, in permesso di soggiorno per motivo di lavoro, nei limiti
delle quote fissate a norma dell’articolo 3 del testo unico, e previa
stipula del contratto di soggiorno per lavoro presso lo Sportello
unico, ai sensi dell’articolo 35, comma 1, o, in caso di lavoro
autonomo, previo rilascio della certificazione di cui all’articolo 6,
comma 1, del testo unico da parte dello Sportello unico, che cura gli
ulteriori adempimenti previsti dall’articolo 39, comma 9. La
disposizione si applica, anche agli stranieri ammessi a frequentare
corsi di formazione ovvero a svolgere tirocini formativi in Italia.
In tali casi la conversione e’ possibile soltanto dopo la conclusione
del corso di formazione frequentato o del tirocinio svolto.))
Art. 15
Iscrizioni anagrafiche

1. Le iscrizioni e le variazioni anagrafiche dello straniero
regolarmente soggiornante sono effettuate nei casi e secondo i
criteri previsti dalla legge 24 dicembre 1954, n. 1228, e dal
regolamento anagrafico della popolazione residente, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, come
modificato dal presente regolamento.
2. Il comma 3 dell’articolo 7 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e’ sostituito dal seguente:
“3. Gli stranieri iscritti in anagrafe hanno l’obbligo di rinnovare
all’ufficiale di anagrafe la dichiarazione di dimora abituale nel
comune, entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno,
corredata dal permesso medesimo. Per gli stranieri muniti da carta di
soggiorno, il rinnovo della dichiarazione di dimora abituale e’
effettuato entro 60 giorni dal rinnovo della carta di soggiorno.
L’ufficiale di anagrafe aggiornera’ la scheda anagrafica dello
straniero, dandone comunicazione al questore”.
3. La lettera c) del comma 1 dell’articolo 11 del decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e’ sostituita
dalla seguente:
“c) per irreperibilita’ accertata a seguito delle risultanze delle
operazioni del censimento generale della popolazione, ovvero, quando,
a seguito di ripetuti accertamenti opportunamente intervallati, la
persona sia risultata irreperibile, nonche’, per i cittadini
stranieri per irreperibilita’ accertata, ovvero per effetto del
mancato rinnovo della dichiarazione di cui all’articolo 7, comma 3,
trascorso un anno dalla scadenza del permesso di soggiorno o della
carta di soggiorno, previo avviso da parte dell’ufficio, con invito a
provvedere nei successivi 30 giorni.”.
4. Al comma 2 dell’articolo 11 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e’ aggiunto il seguente periodo:
“Per le cancellazioni dei cittadini stranieri la comunicazione e’
effettuata al questore.”.
5. Le iscrizioni, le cancellazioni e le variazioni anagrafiche di
cui al presente articolo sono comunicate d’ufficio alla questura
competente per territorio entro il termine di quindici giorni.
6. Al comma 2 dell’articolo 20 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e’ aggiunto il seguente periodo:
“Nella scheda riguardante i cittadini stranieri sono comunque
indicate la cittadinanza e la data di scadenza del permesso di
soggiorno o di rilascio o rinnovo della carta di soggiorno.”.
7. Con decreto del Ministro dell’interno, sentita l’Associazione
nazionale dei comuni d’Italia, l’Istituto nazionale di statistica e
l’Istituto nazionale per la previdenza sociale ed il Garante per la
protezione dei dati personali sono determinate le modalita’ di
comunicazione, anche in via telematica, dei dati concernenti i
cittadini stranieri fra gli uffici di anagrafe dei comuni, gli
archivi dei lavoratori extracomunitari e gli archivi dei competenti
organi centrali e periferici del Ministero dell’interno, nel rispetto
dei principi di cui agli articoli 9, 22, comma 3 e 27 della legge 31
dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni e integrazioni. Lo
stesso decreto disciplina anche le modalita’ tecniche e il calendario
secondo cui i Comuni dovranno procedere all’aggiornamento e alla
verifica delle posizioni anagrafiche dei cittadini Stranieri gia’
iscritti nei registri della popolazione residente alla data di
entrata in vigore del presente regolamento.
Art. 16
Richiesta della carta di soggiorno

1. Per il rilascio della carta di soggiorno di cui all’articolo 9
del testo unico, l’interessato e’ tenuto a farne richiesta per
iscritto, su scheda conforme a quella approvata con decreto del
Ministro dell’interno.
2. All’atto della richiesta, da presentare alla questura del luogo
in cui lo straniero risiede, questi deve indicare:
a) le proprie generalita’ complete;
b) il luogo o i luoghi in cui l’interessato ha soggiornato in Italia
nei cinque anni precedenti;
c) il luogo di residenza;
((d) le fonti di reddito, derivanti anche dal riconoscimento del
trattamento pensionistico per invalidita’, specificandone
l’ammontare.))
3. La domanda deve essere corredata da:
a) copia del passaporto o di documento equipollente o del documento
di identificazione rilasciato dalla competente autorita’ italiana
da cui risultino la nazionalita’, la data, anche solo con
l’indicazione dell’anno e il luogo di nascita del richiedente;
((b) copia della dichiarazione dei redditi o del modello CUD
rilasciato dal datore di lavoro, relativi all’anno precedente, da
cui risulti un reddito non inferiore all’importo annuo
dell’assegno sociale;))
c) certificato del casellario giudiziale e certificato delle
iscrizioni relative ai procedimenti penali in corso;
d) fotografia della persona interessata, in formato tessera, in
quattro esemplari salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma 1;
((4.Salvo quanto previsto dagli articoli 9, comma 2, e 30, comma 4,
del testo unico, nel caso di richiesta relativa ai familiari di cui
all’articolo 9, comma 1, e all’articolo 29, comma 1, lettera b-bis),
del medesimo testo unico, le indicazioni di cui al comma 2 e la
documentazione di cui al comma 3 devono riguardare anche il coniuge
ed i figli minori degli anni diciotto conviventi, per i quali pure
sia richiesta la carta di soggiorno, e deve essere prodotta la
documentazione comprovante:
a) lo stato di coniuge o di figlio minore. A tale fine, i certificati
rilasciati dalla competente autorita’ dello Stato estero sono
legalizzati dall’autorita’ consolare italiana che attesta che la
traduzione in lingua italiana dei documenti e’ conforme agli
originali, o sono validati dalla stessa nei casi in cui gli
accordi internazionali vigenti per l’Italia prevedano
diversamente. Tale documentazione non e’ richiesta qualora il
figlio minore abbia fatto ingresso sul territorio nazionale con
visto di ingresso per ricongiungimento familiare;
b) la disponibilita’ di un alloggio, a norma dell’articolo 29, comma
3, lettera a), del testo unico. A tale fine l’interessato deve
produrre l’attestazione dell’ufficio comunale circa la sussistenza
dei requisiti di cui al medesimo articolo 29 del testo unico
ovvero il certificato di idoneita’ igienico-sanitaria rilasciato
dall’Azienda unita’ sanitaria locale competente per territorio;
c) il reddito richiesto per le finalita’ di cui all’articolo 29,
comma 3, lettera b), del testo unico, tenuto conto di quello dei
familiari e conviventi non a carico.))
5. Se la carta di soggiorno e’ richiesta nelle qualita’ di coniuge
straniero o genitore straniero convivente con cittadino italiano o
con cittadino di uno Stato dell’Unione europea residente in Italia,
di cui all’articolo 9, comma 2, del testo unico, il richiedente,
oltre alle proprie generalita’, deve indicare quelle dell’altro
coniuge o del figlio con il quale convive. Per lo straniero che sia
figlio minore convivente, nelle condizioni di cui all’articolo 9,
comma 2, del testo unico, la carta di soggiorno e’ richiesta da chi
esercita la potesta’ sul minore.
6. Nei casi previsti dal comma 5 la domanda deve essere corredata
((…)) delle certificazioni comprovanti lo stato di coniuge o di
figlio minore o di genitore di cittadino italiano o di uno Stato
membro dell’Unione europea residente in Italia.
7. L’addetto alla ricezione, esaminata la domanda e i documenti
allegati ed accertata l’identita’ dei richiedenti, ne rilascia
ricevuta, indicando il giorno in cui potra’ essere ritirato il
documento richiesto. La ricevuta non sostituisce in alcun modo la
carta di soggiorno.
Art. 17
Rilascio e rinnovo della caria di soggiorno

1. La carta di soggiorno e’ rilasciata entro 90 giorni dalla
richiesta previo accertamento delle condizioni richieste dal testo
unico.
2. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)). La
carta di soggiorno costituisce documento di identificazione personale
per non oltre cinque anni dalla data del rilascio o del rinnovo. Il
rinnovo e’ effettuato a richiesta dell’interessato, corredata di
nuove fotografie.
CAPO III
ESPULSIONE E TRATTENIMENTO

Art. 18
Ricorsi contro i provvedimenti di espulsione

((1. La sottoscrizione del ricorso di cui all’articolo 13, comma 8,
del testo unico, presentato dallo straniero ad una autorita’
diplomatica o consolare italiana, viene autenticata dai funzionari
delle rappresentanze diplomatiche o consolari, che provvedono
all’inoltro all’ufficio del giudice di pace del luogo in cui siede
l’autorita’ che ha disposto l’espulsione, cui viene inviata copia del
ricorso stesso, indicando la data di presentazione del ricorso.))
2. L’autorita’ che ha adottato il provvedimento impugnato puo’ far
pervenire le proprie osservazioni al giudice entro cinque giorni
dalla data di notifica del ricorso presso i propri uffici.
Art. 19
Divieto di rientro per gli stranieri espulsi

1. Il divieto di rientro nel territorio dello Stato nei confronti
delle persone espulse opera a decorrere dalla data di esecuzione
dell’espulsione, attestata dal timbro d’uscita di cui all’articolo 8,
comma 1, ovvero da ogni altro documento comprovante l’assenza dello
straniero dal territorio dello Stato.
((1-bis. Decorso il termine di cui al comma 1, lo straniero deve
produrre idonea documentazione comprovante l’assenza dal territorio
dello Stato presso la rappresentanza diplomatica italiana del Paese
di appartenenza o di stabile residenza, che provvede, verificata
l’identita’ del richiedente, all’inoltro al Ministero dell’interno.))
Art. 19-bis
(( (Autorizzazione speciale al rientro
per gli stranieri espulsi). ))

((1. La richiesta di autorizzazione speciale al rientro in Italia,
di cui all’articolo 13, comma 13, del testo unico, e’ presentata dal
cittadino straniero espulso alla rappresentanza diplomatica italiana
dello Stato di appartenenza o di stabile residenza, che provvede
all’inoltro della stessa al Ministero dell’interno, previa verifica
dell’identita’ e autentica della firma del richiedente nonche’
acquisizione della documentazione attinente alla motivazione per la
quale si chiede il rientro.
2. La rappresentanza diplomatica italiana competente provvede a
notificare all’interessato il provvedimento del Ministero
dell’interno.))
Art. 20
Trattenimento nei centri di permanenza temporanea e assistenza

((1. Il provvedimento con il quale il questore dispone il
trattenimento dello straniero presso il centro di permanenza
temporanea e assistenza piu’ vicino, in relazione alla disponibilita’
dei posti, ai sensi dell’articolo 14 del testo unico, e’ comunicato
all’interessato con le modalita’ di cui all’articolo 3, commi 3 e 4,
unitamente al provvedimento di espulsione o di respingimento.))
2. Con la medesima comunicazione lo straniero e’ informato del
diritto di essere assistito nel procedimento di convalida del decreto
di trattenimento, da un difensore di fiducia con ammissione
ricorrendone le condizioni al gratuito patrocinio a spese dello
Stato. Allo straniero e’ dato altresi’ avviso che in mancanza di
difensore di fiducia, sara’ assistito da un difensore di ufficio
designato dal giudice tra quelli iscritti nella tabella di cui
all’articolo 29 del decreto legislativo 28 luglio 1989 n. 271 e che
le comunicazioni dei successivi provvedimenti giurisdizionali saranno
effettuate con avviso di cancelleria al difensore nominato dallo
straniero o a quello incaricato di ufficio.
3. All’atto dell’ingresso nel centro lo straniero viene informato
che in caso di indebito allontanamento la misura del trattenimento
sara’ ripristinata con l’ausilio della forza pubblica.
4. Il trattenimento non puo’ essere protratto oltre il tempo
strettamente necessario per l’esecuzione del respingimento o
dell’espulsione e comunque oltre i termini stabiliti dal testo unico
e deve comunque cessare se il provvedimento del questore non e’
convalidato.
5. Lo svolgimento della procedura di convalida del trattenimento
non puo’ essere motivo del ritardo dell’esecuzione del respingimento.
((5-bis. Gli avvisi di cui al comma 2 sono altresi’ dati allo
straniero destinatario del provvedimento di accompagnamento alla
frontiera, in relazione all’udienza di convalida prevista
dall’articolo 13, comma 5-bis, del testo unico.))
Art. 21
Modalita’ del trattenimento

1. Le modalita’ del trattenimento devono garantire, nel rispetto
del regolare svolgimento della vita in comune, la liberta’ di
colloquio all’interno del centro e con visitatori provenienti
dall’esterno, in particolare con il difensore che assiste lo
straniero, e con i ministri di culto, la liberta’ di corrispondenza,
anche telefonica, ed i diritti fondamentali della persona fermo
restando l’assoluto divieto per lo straniero di allontanarsi dal
centro.
2. Nell’ambito del centro sono assicurati, oltre ai servizi
occorrenti per il mantenimento e l’assistenza degli stranieri
trattenuti o ospitati, i servizi sanitari essenziali, gli interventi
di socializzazione e la liberta’ del culto nei limiti previsti dalla
Costituzione.
3. Allo scopo di assicurare la liberta’ di corrispondenza anche
telefonica con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
sono definite le modalita’ per l’utilizzo dei servizi telefonici,
telegrafici e postali, nonche’ i limiti di contribuzione alle spese
da parte del centro.
4. Il trattenimento dello straniero puo’ avvenire unicamente presso
i centri di permanenza temporanea individuati ai sensi dell’articolo
14, comma 1, del testo unico, o presso i luoghi di cura in cui lo
stesso e’ ricoverato per urgenti necessita’ di soccorso sanitario.
5. Nel caso in cui lo straniero debba essere ricoverato in luogo di
cura, debba recarsi nell’ufficio giudiziario per essere sentito dal
giudice che procede, ovvero presso la competente rappresentanza
diplomatica o consolare per espletare le procedure occorrenti al
rilascio dei documenti occorrenti per il rimpatrio, il questore
provvede all’accompagnamento a mezzo della forza pubblica.
6. Nel caso di imminente pericolo di vita di un familiare o di un
convivente residente in Italia o per altri gravi motivi di carattere
eccezionale, il giudice che procede, sentito il questore puo’
autorizzare lo straniero ad allontanarsi dal centro per il tempo
strettamente necessario, informando il questore che ne dispone
l’accompagnamento.
7. Oltre al personale addetto alla gestione dei centri e agli
appartenenti alla forza pubblica, al giudice competente e
all’autorita’ di pubblica sicurezza, ai centri possono accedere i
familiari conviventi e il difensore delle persone trattenute o
ospitate, i ministri di culto, il personale della rappresentanza
diplomatica o consolare, e gli appartenenti ad enti, associazioni del
volontariato e cooperative di solidarieta’ sociale, ammessi a
svolgervi attivita’ di assistenza a norma dell’articolo 22 ovvero
sulla base di appositi progetti di collaborazione concordati con il
prefetto della provincia in cui e’ istituito il centro.
8. Le disposizioni occorrenti per la regolare convivenza
all’interno del centro, comprese le misure strettamente
indispensabili per garantire l’incolumita’ delle persone, nonche’
quelle occorrenti per disciplinare le modalita’ di erogazione dei
servizi predisposti per le esigenze fondamentali di cura, assistenza,
promozione umana e sociale e le modalita’ di svolgimento delle
visite, sono adottate dal prefetto, sentito il questore, in
attuazione delle disposizioni recate nel decreto di costituzione del
centro e delle direttive impartite dal Ministro dell’interno per
assicurare la rispondenza delle modalita’ di trattenimento alle
finalita’ di cui all’articolo 14, comma 2, del testo unico.
9. Il questore adotta ogni altro provvedimento e le misure
occorrenti per la sicurezza e l’ordine pubblico nel centro, comprese
quelle per l’identificazione delle persone e di sicurezza
all’ingresso del centro, nonche’ quelle per impedire l’indebito
allontanamento delle persone trattenute e per ripristinare la misura
nel caso che questa venga violata. Il questore, anche a mezzo degli
ufficiali di pubblica sicurezza, richiede la necessaria
collaborazione da parte del gestore e del personale del centro che
sono tenuti a fornirla.
Art. 22
Funzionamento dei centri di permanenza temporanea e assistenza

1. Il prefetto della provincia in cui e’ istituito il centro di
permanenza temporanea e assistenza provvede all’attivazione e alla
gestione dello stesso, disciplinandone anche le attivita’ a norma
dell’articolo 21, comma 8, in conformita’ alle istruzioni di
carattere organizzativo e amministrativo-contabile impartite dal
Ministero dell’interno, anche mediante la stipula di apposite
convenzioni con l’ente locale o con soggetti pubblici o privati che
possono avvalersi dell’attivita’ di altri enti di associazioni del
volontariato e di cooperative di solidarieta’ sociale.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, possono essere disposti la
locazione, l’allestimento, il riadattamento e la manutenzione di
edifici o di aree, il trasporto e il posizionamento di strutture
anche mobili, la predisposizione e la gestione di attivita’ per la
assistenza compresa quella igienico-sanitaria e quella religiosa, il
mantenimento, il vestiario, la socializzazione, e quant’altro occorra
il decoroso soggiorno nel centro, anche per le persone che vi
prestano servizio. Quando occorre procedere all’acquisto di edifici o
aree, il competente ufficio del Ministero delle finanze provvede
sulla richiesta del Ministero dell’Interno.
3. Il prefetto individua il responsabile della gestione del centro
e dispone i necessari controlli sull’amministrazione e gestione del
centro.
4. Nell’ambito del centro sono resi disponibili uno o piu’ locali
idonei per l’espletamento delle attivita’ delle autorita’ consolari.
Le autorita’ di pubblica sicurezza assicurano ogni possibile
collaborazione all’autorita’ consolare al fine di accelerare
l’espletamento degli accertamenti e il rilascio dei documenti
necessari con spese a carico del bilancio del Ministero dell’interno.
Art. 23
Attivita’ di prima assistenza e soccorso

1. Le attivita’ di accoglienza, assistenza e quelle svolte per le
esigenze igienico-sanitarie connesse al soccorso dello straniero
possono essere effettuate anche al di fuori dei centri di cui
all’articolo 22, per il tempo strettamente necessario all’avvio dello
stesso ai predetti centri o all’adozione dei provvedimenti occorrenti
per l’erogazione di specifiche forme di assistenza di competenza
dello Stato.
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono effettuati a cura del
prefetto con le modalita’ e con l’imputazione degli oneri a norma
delle disposizioni di legge in vigore, comprese quelle del decreto-
legge 30 ottobre 1995, n. 451, convertito dalla legge 29 dicembre
1995, n. 563.
CAPO IV
DISPOSIZIONI DI CARATTERE UMANITARIO

Art. 24
Servizi di accoglienza alla frontiera

1. I servizi di accoglienza previsti dall’articolo 11, comma 6, del
testo unico sono istituiti presso i valichi di frontiera nel quale e’
stato registrato negli ultimi tre anni il maggior numero di richieste
di asilo o di ingressi sul territorio nazionale, nell’ambito delle
risorse finanziarie definite con il documento programmatico di cui
all’articolo 3 del testo unico e dalla legge di bilancio.
2. Le modalita’ per l’espletamento dei servizi di assistenza anche
mediante convenzioni con organismi non governativi o associazioni di
volontariato, enti o cooperative di solidarieta’ sociale e di
informazione, anche mediante sistemi automatizzati, sono definite con
provvedimento del Ministro dell’interno, d’intesa con il Ministro per
la solidarieta’ sociale.
3. Nei casi di urgente necessita’, per i quali i servizi di
accoglienza di cui al presente articolo non sono sufficienti o non
sono attivati e’ immediatamente interessato l’ente locale per
l’eventuale accoglienza in uno dei centri istituiti a norma
dell’articolo 40 del testo unico.
Art. 25
Programmi di assistenza ed integrazione sociale

1. I programmi di assistenza ed integrazione sociale di cui
all’articolo 18 del testo unico realizzati a cura degli enti locali o
dei soggetti privati convenzionati sono finanziati dallo Stato nella
misura del settanta per cento, a valere sulle risorse assegnate al
Dipartimento per le pari opportunita’, ai sensi dell’art. 58, comma
2, e dall’ente locale, nella misura del trenta per cento a valere
sulle risorse relative all’assistenza. Il contributo dello Stato e’
disposto dal Ministro per le pari opportunita’ previa valutazione da
parte della Commissione interministeriale di cui al comma 2, dei
programmi elaborati dai comuni interessati o dai soggetti privati
convenzionati con questi ultimi, dietro presentazione di progetti di
fattibilita’ indicanti i tempi, le modalita’ e gli obiettivi che si
intendono conseguire, nonche’ le strutture organizzative e logistiche
specificamente destinate.
2. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento
per le pari opportunita’, e’ istituita la Commissione
interministeriale per l’attuazione dell’articolo 18 del testo unico,
composta dai rappresentanti dei Ministri per le pari opportunita’ per
la solidarieta’ sociale, dell’interno e di grazia e giustizia, i
quali designano i rispettivi supplenti. La Commissione puo’ avvalersi
di consulenti ed esperti, designati dal Ministro per le pari
opportunita’, d’intesa con gli altri Ministri interessati.
3. La Commissione svolge i compiti di indirizzo controllo e di
programmazione delle risorse in ordine ai programmi previsti dal
presente capo. In particolare provvede a:
a) esprimere il parere sulle richieste di iscrizione nell’apposita
sezione del registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera c);
b) esprimere i pareri e le proposte sui progetti di convenzione dei
comuni e degli enti locali con i soggetti che intendono realizzare
i programmi di assistenza e di integrazione sociale di cui
all’articolo 26;
c) selezionare i programmi di assistenza e di integrazione sociale da
finanziare a valere sul Fondo di cui al comma 1, sulla base dei
criteri e delle modalita’ stabiliti con decreto del Ministro per
le pari opportunita’, di concerto con i Ministri per la
solidarieta’ sociale, dell’interno e di grazia e giustizia;
d) verificare lo stato di attuazione dei programmi e la loro
efficacia. A tal fine gli enti locali interessati devono far
pervenire alla Commissione ogni sei mesi una relazione sulla base
dei rapporti di cui all’articolo 26, comma 4, lettera c). ((3))
—————
AGGIORNAMENTO (3)
Il D.P.R. 14 maggio 2007, n. 102 ha disposto (con l’art. 1, comma
1) che “La Commissione interministeriale per l’attuazione
dell’articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello
straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di
seguito denominato: “testo unico”, istituita presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri – Dipartimento per i diritti e le pari
opportunita’, ai sensi dell’articolo 25 del decreto del Presidente
della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e’ ridenominata:
“Commissione interministeriale per il sostegno alle vittime di
tratta, violenza e grave sfruttamento” di seguito denominata:
“Commissione””.
Art. 26
Convenzioni con soggetti privati

1. I soggetti privati che intendono svolgere attivita’ di
assistenza ed integrazione sociale per le finalita’ di cui
all’articolo 18 del testo unico debbono essere iscritti nell’apposita
sezione del registro di cui all’articolo 42, comma 2, del medesimo
testo unico, a norma degli articoli 52 e seguenti del presente
regolamento, e stipulare apposita convenzione con l’ente locale o con
gli enti locali di riferimento.
2. L’ente locale stipula la convenzione con uno o piu’ soggetti
privati di cui al comma 1 dopo aver verificato:
a) l’iscrizione nella apposita sezione del registro di cui
all’articolo 42, comma 2, del testo unico;
b) la rispondenza del programma o dei programmi di assistenza e di
integrazione sociale che il soggetto intende realizzare, ai
criteri ed alle modalita’ stabiliti con il decreto di cui
all’articolo 25, comma 3, lettera c), tenuto conto dei servizi
direttamente assicurati dall’ente locale;
c) la sussistenza dei requisiti professionali organizzativi e
logistici occorrenti per la realizzazione dei programmi.
3. L’ente locale dispone verifiche semestrali sullo stato di
attuazione e sull’efficacia del programma ed eventualmente concorda
modifiche che lo rendano piu’ adeguato agli obiettivi fissati.
4. I soggetti privati convenzionati con gli enti locali che attuano
programmi di assistenza e di integrazione sociale sono tenuti a:
a) comunicare al sindaco del luogo in cui operano l’inizio del
programma;
b) effettuare tutte le operazioni di carattere amministrativo, anche
per conto degli stranieri assistiti a norma dell’articolo 18,
comma 3, del testo unico, qualora impossibilitati, per la
richiesta del permesso di soggiorno, l’iscrizione al Servizio
sanitario nazionale e ogni altro adempimento volto alla
effettivita’ dei diritti riconosciuti ai medesimi stranieri;
c) presentare all’ente locale convenzionato un rapporto semestrale
sullo stato di attuazione del programma e sugli obiettivi
intermedi raggiunti;
d) rispettare le norme in materia di protezione dei dati personali
nonche’ di riservatezza e sicurezza degli stranieri assistiti,
anche dopo la conclusione del programma;
e) comunicare senza ritardo al sindaco e al questore che ha
rilasciato il permesso di soggiorno l’eventuale interruzione, da
parte dello straniero interessato della partecipazione al
programma.
Art. 27
Rilascio del permesso di soggiorno
per motivi di protezione sociale)

1. Quando ricorrono le circostanze di cui all’articolo 18 del testo
unico la proposta per il rilascio del permesso di soggiorno per
motivi di protezione sociale e’ effettuata:
a) dai servizi sociali degli enti locali, o dalle associazioni, enti
ed altri organismi iscritti al registro di cui all’articolo 52,
comma 1, lettera c), convenzionati con l’ente locale, che abbiano
rilevato situazioni di violenza o di grave sfruttamento nei
confronti dello straniero;
b) dal procuratore della Repubblica nei casi in cui sia iniziato un
procedimento penale relativamente a fatti di violenza o di grave
sfruttamento di cui alla lettera a), nel corso del quale lo
straniero abbia reso dichiarazioni.
2. Ricevuta la proposta di cui al comma 1 e verificata la sussistenza
delle condizioni previste dal testo unico, il questore provvede al
rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari valido per
le attivita’ di cui all’articolo 18 comma 5, del testo unico
acquisiti:
a) il parere del procuratore della Repubblica quando ricorrono le
circostanze di cui al comma 1, lettera b), ed il procuratore abbia
omesso di formulare la proposta o questa non dia indicazioni circa
la gravita’ ed attualita’ del pericolo;
b) il programma di assistenza ed integrazione sociale relativo allo
straniero conforme alle prescrizioni della Commissione
interministeriale di cui all’articolo 25.
c) l’adesione dello straniero al medesimo programma previa avvertenza
delle conseguenze previste dal testo unico in caso di interruzione
del programma o di condotti incompatibile con le finalita’ dello
stesso.
d) l’accettazione degli impegni connessi al programma da parte del
responsabile della struttura presso cui il programma deve essere
realizzato.
3. Quando la proposta e’ effettuata a norma del comma 1, lettera
a), il questore valuta la gravita’ ed attualita’ del pericolo anche
sulla base degli elementi in essa contenuti.
((3-bis. Il permesso di soggiorno di cui all’articolo 18, comma 5,
del testo unico, puo’ essere convertito in permesso di soggiorno per
lavoro, secondo le modalita’ stabilite per tale tipo di permesso. Le
quote d’ingresso definite nei decreti di cui all’articolo 3, comma 4,
del testo unico, per l’anno successivo alla data di rilascio, sono
decurtate in misura pari al numero dei permessi di soggiorno di cui
al presente comma, convertiti in permessi di soggiorno per lavoro.
3-ter. Il permesso di soggiorno di cui all’articolo 18 del testo
unico contiene, quale motivazione, la sola dicitura “per motivi
umanitari” ed e’ rilasciato con modalita’ che assicurano l’eventuale
differenziazione da altri tipi di permesso di soggiorno e l’agevole
individuazione dei motivi del rilascio ai soli uffici competenti,
anche mediante il ricorso a codici alfanumerici.))
Art. 28
Permessi di soggiorno per gli stranieri per i quali sono vietati
l’espulsione o il respingimento

1. Quando la legge dispone il divieto di espulsione, il questore
rilascia il permesso di soggiorno:
a) per minore eta’((…)). In caso di minore non accompagnato,
rintracciato sul territorio e segnalato al Comitato per i minori
stranieri, il permesso di soggiorno per minore eta’ e’ rilasciato
a seguito della segnalazione al Comitato medesimo ed e’ valido per
tutto il periodo necessario per l’espletamento delle indagini sui
familiari nei Paesi di origine. Se si tratta di minore
abbandonato, e’ immediatamente informato il Tribunale per i
minorenni per i provvedimenti di competenza;
a-bis) per integrazione sociale e civile del minore, di cui
all’articolo 11, comma 1, lettera c-sexies), previo parere del
Comitato per i minori stranieri;
b) per motivi familiari nei confronti degli stranieri che si trovano
nelle documentate circostanze di cui all’articolo 19, comma 2,
lettera c), del testo unico;
c) per cure mediche, per il tempo attestato mediante idonea
certificazione sanitaria nei confronti delle donne che si trovano
nelle circostanze di cui all’articolo 19, comma 2, lettera d), del
testo unico;
d) per motivi umanitari negli altri casi, salvo che possa disporsi
l’allontanamento verso uno Stato che provvede ad accordare una
protezione analoga contro le persecuzioni di cui all’articolo 19,
comma 1, del testo unico.
CAPO V
DISCIPLINA DEL LAVORO

Art. 29
Definizione delle quote d’ingresso per motivi di lavoro

((1. I decreti che definiscono le quote massime di ingresso degli
stranieri nel territorio dello Stato per motivi di lavoro, definite
anche in base alla indicazioni delle regioni ai sensi dell’articolo
21, comma 4-ter, del testo unico, indicano le quote per il lavoro
subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per il
lavoro autonomo. Relativamente alle professioni sanitarie, si tiene
conto, sentite le regioni, delle valutazioni effettuate dal Ministero
della salute, connesse alle rilevazioni sui fabbisogni di personale
sanitario, di cui all’articolo 6-ter del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.))
2. Per le finalita’ di cui al presente Capo il ((Ministero del
lavoro e delle politiche sociali)) adotta le misure occorrenti per i
collegamenti informativi del propri uffici centrali e periferici ed i
trattamenti automatizzati dei dati dei lavoratori stranieri e,
mediante convenzioni con i Ministeri interessati, per i collegamenti
occorrenti con le rappresentanze diplomatiche e consolari e con le
questure.
3. (Comma non ammesso al “Visto” della Corte dei conti.)
Art. 30
(( (Sportello unico per l’immigrazione) ))

((1. Lo Sportello unico per l’immigrazione, di cui all’articolo 22,
comma 1, del testo unico, diretto da un dirigente della carriera
prefettizia o da un dirigente della Direzione provinciale del lavoro,
e’ composto da almeno un rappresentante della Prefettura – Ufficio
territoriale del Governo, da almeno uno della Direzione provinciale
del lavoro, designato dal dirigente della Direzione provinciale del
lavoro e da almeno uno appartenente ai ruoli della Polizia di Stato,
designato dal questore. Lo Sportello unico viene costituito con
decreto del prefetto, che puo’ individuare anche piu’ unita’
operative di base. Con lo stesso decreto viene designato il
responsabile delle Sportello unico, individuato in attuazione di
direttive adottate congiuntamente dal Ministro dell’interno e dal
Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Nelle regioni a
statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, in
attuazione dell’articolo 22, comma 16, del testo unico, sono
disciplinate, mediante apposite norme di attuazione, forme di
raccordo tra lo Sportello unico e gli uffici regionali e provinciali
per l’organizzazione e l’esercizio delle funzioni amministrative in
materia di lavoro, attribuite allo sportello medesimo dagli articoli
22, 24 e 27 del testo unico e dall’articolo 40 del presente
regolamento, compreso il rilascio dei relativi nullaosta.
2. Lo Sportello si avvale anche del sistema informativo di cui
all’articolo 2, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica
27 luglio 2004, n. 242, nonche’ di procedure e tecnologie
informatiche, in modo da assicurare certezza delle informazioni,
efficacia dei controlli e speditezza delle procedure. ))
Art. 30-bis
(( (Richiesta assunzione lavoratori stranieri). ))

((1. Il datore di lavoro, italiano o straniero regolarmente
soggiornante in Italia, presenta la documentazione necessaria per la
concessione del nullaosta al lavoro subordinato allo Sportello unico,
scegliendo, in alternativa, tra quello della provincia di residenza
ovvero quello della provincia ove ha sede legale l’impresa o quello
della provincia ove avra’ luogo la prestazione lavorativa, con
l’osservanza delle modalita’ previste dall’articolo 22, comma 2, del
testo unico.
2. In particolare, la richiesta nominativa o numerica viene redatta
su appositi moduli che facilitano l’acquisizione dei dati su supporti
magnetici o ottici. Essa deve contenere i seguenti elementi
essenziali:
a) complete generalita’ del datore di lavoro, del titolare o legale
rappresentante dell’impresa, la ragione sociale, la sede e
l’indicazione del luogo di lavoro;
b) nel caso di richiesta nominativa, le complete generalita’ del
lavoratore straniero che si intende assumere comprensive della
residenza all’estero e, nel caso di richiesta numerica, il numero
dei lavoratori da assumere;
c) il trattamento retributivo ed assicurativo, nel rispetto delle
leggi vigenti e dei contratti collettivi nazionali di lavoro
applicabili, riportato anche sulla proposta di contratto di
soggiorno;
d) l’impegno di cui all’articolo 8-bis, comma 1, che deve risultare
anche nella proposta di contratto di soggiorno per lavoro;
e) 1’impegno a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di
lavoro.
3. Alla domanda devono essere allegati:
a) autocertificazione dell’iscrizione dell’impresa alla Camera di
commercio, industria ed artigianato, per le attivita’ per le quali
tale iscrizione e’ richiesta;
b) autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale atta a
comprovare, secondo la tipologia di azienda, la capacita’
occupazionale e reddituale del datore di lavoro;
c) la proposta di stipula di un contratto di soggiorno a tempo
indeterminato, determinato o stagionale, con orario a tempo pieno
o a tempo parziale e non inferiore a 20 ore settimanali e, nel
caso di lavoro domestico, una retribuzione mensile non inferiore
al minimo previsto per l’assegno sociale, ai sensi dell’articolo
3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
4. Qualora il datore di lavoro intenda rivalersi delle spese per la
messa a disposizione dell’alloggio, trattenendo dalla retribuzione
mensile una somma massima pari ad un terzo del suo importo, la
decurtazione deve essere espressamente prevista nella proposta di
contratto di soggiorno, che ne deve determinare la misura. Non si fa
luogo alla decurtazione con riferimento ai rapporti di lavoro per i
quali il corrispondente contratto collettivo nazionale di lavoro
fissa il trattamento economico tenendo gia’ conto che il lavoratore
fruisce di un alloggio messo a disposizione dal datore.
5. Il datore di lavoro specifica nella domanda se e’ interessato
alla trasmissione del nullaosta, di cui all’articolo 31, comma 4, e
della proposta di contratto, di cui al comma 3, lettera c), agli
uffici consolari tramite lo Sportello unico.
6. La documentazione di cui ai commi 2 e 3 e’ presentata allo
Sportello unico, anche in via telematica, ai sensi del regolamento di
cui all’articolo 34, comma 2, della legge 30 luglio 2002, n. 189.
7. Lo Sportello unico competente al rilascio del nullaosta al
lavoro e’ quello del luogo in cui verra’ svolta l’attivita’
lavorativa. Nel caso in cui la richiesta di nullaosta sia stata
presentata allo Sportello unico del luogo di residenza o della sede
legale dell’impresa, lo Sportello unico ricevente la trasmette allo
Sportello unico competente, ove diverso, dandone comunicazione al
datore di lavoro.
8. Lo Sportello unico, fermo quanto previsto dall’articolo
30-quinquies, procede alla verifica della regolarita’, della
completezza e dell’idoneita’ della documentazione presentata ai sensi
del comma 1, nonche’ acquisisce dalla Direzione provinciale del
lavoro, anche in via telematica, la verifica dell’osservanza delle
prescrizioni del contratto collettivo di lavoro applicabile alla
fattispecie e la congruita’ del numero delle richieste presentate,
per il medesimo periodo, dallo stesso datore di lavoro, in relazione
alla sua capacita’ economica e alle esigenze dell’impresa, anche in
relazione agli impegni retributivi ed assicurativi previsti dalla
normativa vigente e dai contratti collettivi nazionali di lavoro di
categoria applicabili. La disposizione relativa alla verifica della
congruita’ in rapporto alla capacita’ economica del datore di lavoro
non si applica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap
che ne limitano l’autosufficienza, il quale intende assumere un
lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
9. Nei casi di irregolarita’ sanabile o di incompletezza della
documentazione, lo Sportello unico invita il datore di lavoro a
procedere alla regolarizzazione ed all’integrazione della
documentazione. In tale ipotesi, i termini previsti dagli articoli
22, comma 5, e 24, comma 2, del testo unico, per la concessione del
nullaosta al lavoro subordinato e per il rilascio dell’autorizzazione
al lavoro stagionale decorrono dalla data dell’avvenuta
regolarizzazione della documentazione.))
Art. 30-ter
(( (Modulistica). ))

((1. Gli elementi, le caratteristiche e la tipologia della
modulistica, anche informatizzata, per la documentazione, le istanze
e le dichiarazioni previste per le esigenze dello Sportello unico
sono definite con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.))
Art. 30-quater
(( (Archivio informatizzato dello Sportello unico) ))

((1. I soggetti che trasmettono i dati da acquisire nel sistema
informatizzato in materia di immigrazione, di cui all’articolo 30,
comma 2, sono i soggetti privati, le questure, lo Sportello unico, le
regioni e le province per il tramite del responsabile del Centro per
l’impiego, i Centri per l’impiego, l’autorita’ consolare tramite il
Ministero degli affari esteri, le Direzioni provinciali del lavoro e
il competente ufficio dell’Amministrazione centrale del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali. 2. Sono soggetti privati le
associazioni di categoria, i datori di lavoro, i lavoratori
extracomunitari.
3. I dati identificativi ed informativi in materia di immigrazione,
le caratteristiche e le ulteriori informazioni da registrare
nell’archivio informatizzato dello Sportello unico sono definiti con
decreto del Ministero dell’interno, sentiti la Presidenza del
Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le
tecnologie ed il Garante per la protezione dei dati personali.
4. Le regole tecniche di funzionamento attinenti all’archivio
informatizzato, alle eventuali e ulteriori misure di sicurezza per il
trattamento dei dati e per la tenuta dell’archivio rispetto a quelle
contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e
successive modificazioni, e nei relativi regolamenti d’attuazione,
sono disciplinate con decreto del Ministero dell’interno, sentiti la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per
l’innovazione e le tecnologie ed il Garante per la protezione dei
dati personali.
5. L’individuazione dei soggetti autorizzati alla consultazione e
le modalita’ tecniche e procedurali per la consultazione
dell’archivio di cui al comma 1 e per la trasmissione telematica dei
dati e dei documenti all’archivio medesimo sono regolate con il
decreto del Ministro dell’interno di cui all’articolo 2, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 2004, n. 242, in
modo che, secondo le concrete possibilita’ tecniche, le procedure
possano svolgersi su supporto cartaceo e informatico, anche con
differenziazioni territoriali.
6. La documentazione originaria rimane in custodia delle
Amministrazioni e degli organi emittenti.))
Art. 30-quinquies
(( (Verifica delle disponibilita’ di offerta di
lavoro presso i centri per l’impiego) ))

((1. Le richieste di lavoro subordinato, sia nominative che
numeriche, sono trasmesse, anche per via telematica, dallo Sportello
unico per 1’immigrazione, per il tramite del sistema informativo, al
Centro per l’impiego competente in relazione alla provincia di
residenza, domicilio o sede legale del richiedente, ad eccezione
delle richieste nominative di lavoratori stagionali, di cui
all’articolo 24, comma 1, primo periodo, del testo unico.
2. Il Centro per l’impiego, entro il termine di 20 giorni dalla
ricezione della richiesta, provvede, per il tramite del sistema
informativo, a diffonderla ed a comunicare allo Sportello unico ed al
datore di lavoro i dati delle dichiarazioni di disponibilita’
pervenute anche da parte di lavoratori extracomunitari iscritti nelle
liste di collocamento o, comunque, censiti come disoccupati in cerca
di occupazione, ovvero le eventuali certificazioni negative.
3. Qualora il centro per 1’impiego, entro il termine di cui al
comma 2, comunichi allo Sportello unico ed al datore di lavoro la
disponibilita’ di lavoratori residenti sul territorio italiano, la
richiesta di nullaosta relativa al lavoratore straniero rimane
sospesa sino a quando il datore di lavoro comunica, dando atto della
valutazione delle predette offerte, allo Sportello unico e, per
conoscenza, al Centro per l’impiego, che intende confermare la
richiesta di nullaosta relativa al lavoratore straniero.))
Art. 30-sexies
(( (Rinuncia all’assunzione) ))
((1. Il datore di lavoro, entro 4 giorni dalla comunicazione di cui
all’articolo 30-quinquies, comma 2, se non sono pervenute
dichiarazioni di disponibilita’ all’impiego da parte di lavoratori
italiani o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, comunica
allo Sportello unico e, per Conoscenza, al centro per l’impiego se
intende revocare la richiesta di nullaosta relativa al lavoratore
straniero.))
Art. 31
(( (Nullaosta dello Sportello unico e visto d’ingresso) ))

((1. In presenza di certificazione negativa pervenuta dal Centro
per 1’impiego competente od in caso di espressa conferma della
richiesta di nullaosta da parte del datore di lavoro o, comunque,
decorsi 20 giorni senza alcun riscontro del Centro per l’impiego, lo
Sportello unico richiede al questore della stessa sede, tramite
procedura telematica, la verifica della sussistenza o meno, nei
confronti del lavoratore straniero, di motivi ostativi all’ingresso
ed al soggiorno nel territorio dello Stato e, nei confronti del
datore di lavoro, di motivi ostativi di cui al comma 2.
2. Il questore esprime parere contrario al rilascio del nullaosta
qualora il datore di lavoro a domicilio o titolare di un’impresa
individuale ovvero, negli altri casi, il legale rappresentante ed i
componenti dell’organo di amministrazione della societa’, risultino
denunciati per uno dei reati previsti dal testo unico, ovvero per uno
dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 del codice di procedura
penale, salvo che i relativi procedimenti si siano conclusi con un
provvedimento che esclude il reato o la responsabilita’
dell’interessato, ovvero risulti sia stata applicata nei loro
confronti una misura di prevenzione, salvi, in ogni caso, gli effetti
della riabilitazione.
3. Lo Sportello unico acquisisce dalle Direzioni provinciali del
lavoro, tramite procedura telematica, la verifica dei limiti
numerici, quantitativi e qualitativi, determinati a norma degli
articoli 3, comma 4 e 21, del testo unico.
4. In assenza di motivi ostativi di cui al comma 1 e nell’ipotesi
di verifica positiva dei limiti di cui al comma 3, lo Sportello unico
provvede alla convocazione del datore di lavoro per il rilascio del
nullaosta, la cui validita’ e’ di sei mesi dalla data del rilascio
stesso.
5. Lo Sportello unico, accertati i dati identificativi del
lavoratore straniero e acquisito il parere del questore, verifica
l’esistenza del codice fiscale o ne richiede l’attribuzione, secondo
le modalita’ determinate con il decreto del Ministro dell’interno di
cui all’articolo 11, comma 2.
6. Lo Sportello unico, in presenza di espressa richiesta formulata
dal datore di lavoro, anche ai sensi dell’articolo 30-bis, comma 5,
trasmette la documentazione di cui all’articolo 30-bis, commi 2 e 3,
ivi compreso il codice fiscale, nonche’ il relativo nullaosta agli
uffici consolari. Nell’ipotesi di trasmissione della documentazione
per via telematica, lo Sportello unico si avvale del collegamento
previsto con l’archivio informatizzato della rete mondiale visti
presso il Ministero degli affari esteri.
7. Il datore di lavoro informa il lavoratore straniero
dell’avvenuto rilascio del nullaosta, al fine di consentirgli di
richiedere il visto d’ingresso alla rappresentanza diplomatica o
consolare competente, entro i termini di validita’ del nullaosta.
8. La rappresentanza diplomatica o consolare, alla quale sia
pervenuta la documentazione di cui al comma 6, comunica allo
straniero la proposta di contratto di soggiorno per lavoro e
rilascia, previa verifica dei presupposti di cui all’articolo 5, il
visto d’ingresso, comprensivo del codice fiscale, entro 30 giorni
dalla data di richiesta del visto da parte dell’interessato, dandone
comunicazione, per via telematica, al Ministero dell’interno, al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, all’INPS ed
all’INAIL. Lo straniero viene informato dell’obbligo di presentazione
allo Sportello unico, entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, ai
sensi dell’articolo 35))
Art. 32
Liste degli stranieri che chiedono di lavorare in Italia

1. Le liste di lavoratori stranieri che chiedono di lavorare in
Italia, formate in attuazione degli accordi di cui all’articolo 21,
comma 5, del testo unico, sono compilate ed aggiornate per anno
solare, distintamente per lavoratori a tempo indeterminato, a tempo
determinato e per lavoro stagionale, e sono tenute nell’ordine di
presentazione delle domande di iscrizione.
((2. Ciascuna lista consta di un elenco dei nominativi e delle
schede di iscrizione che gli interessati sono tenuti a compilare e
sottoscrivere, su modello definito con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, adottato di concerto con il
Ministro degli affari esteri e con il Ministro dell’interno e, per
quanto concerne la fattispecie di cui all’articolo 32-bis, con il
concerto del Ministro per gli italiani nel mondo, contenente:
a) Paese d’origine;
b) numero progressivo di presentazione della domanda;
c) complete generalita’;
d) tipo del rapporto di lavoro preferito, stagionale, a tempo
determinato, a tempo indeterminato;
e) capacita’ professionali degli interessati o loro appartenenza ad
una determinata categoria di lavoratori, qualifica o mansione;
f) conoscenza della lingua italiana, ovvero di una delle lingue
francese, inglese o spagnola, o di altra lingua;
g) eventuali propensioni lavorative o precedenti esperienze di lavoro
nel Paese d’origine o in altri Paesi;
h) l’eventuale diritto di priorita’ per i lavoratori stagionali che
si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 24, comma 4,
del testo unico, attestate dalla esibizione del passaporto o altro
documento equivalente, da cui risulti la data di partenza
dall’Italia al termine del precedente soggiorno per lavoro
stagionale.
3. Le liste di cui al comma 2 sono trasmesse, in via telematica,
per il tramite della rappresentanza diplomatico-consolare, al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, previa verifica
formale della rispondenza ai criteri stabiliti, provvede, entro 30
giorni dalla data di ricevimento, alla loro diffusione mediante
l’inserimento nel sistema informativo delle Direzioni provinciali del
lavoro. Le predette liste sono distinte per Paesi di provenienza.))
4. L’interessato iscritto nelle liste di lavoratori stranieri di
cui al comma 1, ha facolta’ di chiedere al ((Ministero del lavoro e
delle politiche sociali)), ai sensi della legge 7 agosto 1990, n.
241, la propria posizione nella lista.
Art. 32-bis
(( (Liste dei lavoratori di origine italiana) ))

((1. Presso ogni rappresentanza diplomatico-consolare e’ istituito
un elenco dei lavoratori di origine italiana, di cui all’articolo 21,
comma 1, del testo unico, compilato ed aggiornato secondo le
modalita’ previste dall’articolo 32, commi 1 e 2. La scheda, di cui
all’articolo 32, comma 2, contiene, per tali lavoratori,
l’indicazione del grado di ascendenza.
2. Agli iscritti alla lista di cui al comma 1 si applica quanto
previsto dall’articolo 32, comma 4.
3. Ai fini dell’inserimento nel sistema informativo delle Direzioni
provinciali del lavoro di cui all’articolo 33, comma 1, il Ministero
degli affari esteri trasmette al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali i predetti elenchi.))
Art. 33
Autorizzazione al lavoro degli stranieri iscritti nelle liste

1. I dati di cui all’articolo 32 sono immessi nel Sistema
informativo lavoro (S.I.L.) del ((Ministero del lavoro e delle
politiche sociali)), di cui all’articolo 11 del decreto legislativo
23 dicembre 1997, n. 469, e sono posti a disposizione dei datori di
lavoro e delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro
che ne fanno motivata richiesta, tramite le Direzioni provinciali del
lavoro. Fino alla completa attuazione del S.I.L., i dati medesimi
sono posti a disposizione dei datori di lavoro e delle organizzazioni
dei lavoratori e dei datori di lavoro con le modalita’ previste
dall’articolo 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
((2. Le richieste di nullaosta al lavoro per ciascun tipo di
rapporto di lavoro sono effettuate, anche se riferite ai nominativi
iscritti nelle liste, con le modalita’ di cui agli articoli 30-bis,
30-quinquies e 31.
2-bis. Nell’ipotesi di richieste numeriche, oltre a quanto previsto
nell’articolo 30-bis, lo Sportello unico acquisisce, tramite
procedura telematica, dalle Direzioni provinciali del lavoro, i
nominativi delle persone iscritte nelle liste di cui all’articolo 21,
comma 5, del testo unico.))
3. Nel caso in cui il datore di lavoro non intenda avvalersi della
scelta nominativa, per le richieste numeriche si procede nell’ordine
di priorita’ di iscrizione nella lista, a parita’ di requisiti
professionali.
Art. 34
(( (Titoli di prelazione) ))

((1. Con decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, di intesa con la Conferenza Stato-Regioni, sono fissate le
modalita’ di predisposizione e di svolgimento dei programmi di
formazione e di istruzione da effettuarsi nel Paese di origine ai
sensi dell’articolo 23, comma 1, del testo unica, e sono stabiliti i
criteri per la loro valutazione. I programmi sono presentati al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, sentito il
Ministero degli affari esteri, procede all’istruttoria e,
congiuntamente con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, provvede alla relativa valutazione e all’eventuale
approvazione, dando precedenza ai programmi validati dalle regioni e
che siano coerenti con il fabbisogno da queste formalizzato ai sensi
dell’articolo 21, comma 4-ter, del testo unico.
2. I lavoratori in possesso dell’attestato di qualifica ovvero di
frequenza con certificazione delle competenze acquisite, conseguito
nell’ambito dei predetti programmi, sono inseriti in apposite liste
istituite presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
3. Le liste di cui al comma 2, distinte per Paesi di origine,
constano di un elenco di nominativi contenente il Paese di origine,
le complete generalita’, la qualifica professionale, il grado di
conoscenza della lingua italiana, il tipo di rapporto di lavoro
preferito, stagionale, a tempo determinato o indeterminato, nonche’
l’indicazione del programma formativo svolto e del rispettivo settore
di impiego di destinazione.
4. I dati inseriti in tali liste sono posti a disposizione, tramite
il sistema, informativo delle Direzioni provinciali del lavoro, dei
datori di lavoro, che possono procedere con la richiesta di nullaosta
al lavoro ai sensi dell’articolo 22, commi 3, 4 e 5, del testo unico,
oppure nei casi in cui abbiano conoscenza diretta degli stranieri,
con la richiesta nominativa di nullaosta di cui all’articolo 22,
comma 2, del testo unico. Il nullaosta al lavoro per tali lavoratori
e’ rilasciato senza il preventivo espletamento degli adempimenti
previsti dall’articolo 22, comma 4, del testo unico.
5. I lavoratori inseriti nell’elenco hanno un diritto di priorita’,
rispetto ai cittadini del loro stesso Paese, secondo l’ordine di
iscrizione nelle liste, ai fini della chiamata numerica di cui
all’articolo 22, comma 3, del testo unico.
6. Nel caso di richieste numeriche di nullaosta per lavoro
stagionale, tale diritto di priorita’ opera esclusivamente rispetto
ai lavoratori che non si trovano nella condizione prevista
dall’articolo 24, comma 4, del testo unico.
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui
all’articolo 3, comma 4, del testo unico, e’ riservata una quota di
ingressi per lavoro subordinato non stagionale ai lavoratori inseriti
nell’elenco che abbiano partecipato all’attivita’ formativa nei Paesi
di origine, anche sulla base delle indicazioni fornite dalle regioni,
ai sensi dell’articolo 21, comma 4-ter, del testo unico. Qualora si
verifichino residui nell’utilizzo della quota riservata, trascorsi
nove mesi dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, la stessa rientra nella disponibilita’
della quota di lavoro subordinato.
8. Entro i limiti della riserva fissata ai sensi del comma 7, il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvedera’ alla
ripartizione della relativa quota di ingressi, tenendo conto in via
prioritaria delle richieste di manodopera da impiegare nelle aree di
destinazione lavorativa dei cittadini extracomunitari, individuate
nei programmi di istruzione e formazione professionale approvati ai
sensi del comma 1.
9. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri puo’
prevedere che, in caso di esaurimento della quota riservata prevista
al comma 7, siano ammessi ulteriori ingressi, sulla base di effettive
richieste di lavoratori formati ai sensi dell’articolo 23 del testo
unico.
10. Ai partecipanti ai corsi di formazione destinati ai lavoratori
autonomi stranieri, inseriti in appositi elenchi, e’ riservata, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui
all’articolo 3, comma 4, del testo unico, una quota stabilita a
livello nazionale.))
Art. 35
(( (Stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato) ))

((1. Entro 8 giorni dall’ingresso nel territorio nazionale, il
lavoratore straniero si reca presso lo Sportello unico competente
che, a seguito di verifica del visto rilasciato dall’autorita’
consolare e dei dati anagrafici del lavoratore straniero, consegna il
certificato di attribuzione del codice fiscale. Nello stesso termine,
il lavoratore straniero, previa esibizione di un titolo idoneo a
comprovare l’effettiva disponibilita’ dell’alloggio, della richiesta
di certificazione d’idoneita’ alloggiativa, nonche’ della
dichiarazione di impegno al pagamento delle spese di viaggio di cui
all’articolo 5-bis, comma 1, lettera b), del testo unico, sottoscrive
il contratto di soggiorno per lavoro, senza apporre modifiche o
condizioni allo stesso, che viene conservato presso lo Sportello
medesimo.
2. Copia del contratto di soggiorno sottoscritto e’ trasmessa dallo
Sportello unico, ove possibile, in via telematica, al Centro per
l’impiego, all’autorita’ consolare competente, nonche’ al datore di
lavoro.
3. Lo Sportello unico competente richiede l’annullamento dei codici
fiscali non consegnati nel termine di diciotto mesi dal rilascio del
nullaosta, ovvero conferma l’avvenuta consegna, secondo le modalita’
determinate con il decreto del Ministro dell’interno di cui
all’articolo 11, comma 2, con la contestuale indicazione del dato
relativo al domicilio fiscale dello straniero.))
Art. 36
(( (Rilascio del permesso di soggiorno per lavoro). ))

((1. All’atto della sottoscrizione del contratto di soggiorno per
lavoro, ai sensi dell’articolo 35, comma 1, lo Sportello unico
provvede a far sottoscrivere al lavoratore straniero il modulo
precompilato di richiesta del permesso di soggiorno, i cui dati sono,
contestualmente, inoltrati alla questura competente per il rilascio
del permesso di soggiorno, tramite procedura telematica. Si applicano
le disposizioni di cui all’articolo 11, comma 2-bis.
2. Lo Sportello provvede, altresi’, a comunicare allo straniero la
data della convocazione stabilita dalla questura per i rilievi
fotodattiloscopici, previsti dall’articolo 5, comma 2-bis, del testo
unico.))
Art. 36-bis

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 4 MARZO 2014, N. 40))
Art. 37
(( (Iscrizione nelle liste o nell’elenco anagrafico
finalizzata al collocamento del lavoratore
licenziato, dimesso o invalido). ))

((1. Quando il lavoratore straniero perde il posto di lavoro ai
sensi della normativa in vigore in materia di licenziamenti
collettivi, l’impresa che lo ha assunto deve darne comunicazione allo
Sportello unico e al Centro per l’impiego competenti entro 5 giorni
dalla data di licenziamento. Il Centro per l’impiego procede, in
presenza delle condizioni richieste dalla rispettiva disciplina
generale, all’iscrizione dello straniero nelle liste di mobilita’,
anche ai fini della corresponsione della indennita’ di mobilita’ ove
spettante, nei limiti del periodo di residua validita’ del permesso
di soggiorno e, comunque, salvo che per il lavoratore stagionale, per
un periodo non inferiore a sei mesi. Qualora il licenziamento
collettivo non dia luogo all’iscrizione nelle liste di mobilita’ si
applica la disposizione del comma 2.
2. Quando il licenziamento e’ disposto a norma delle leggi in
vigore per il licenziamento individuale, ovvero in caso di
dimissioni, il datore di lavoro ne da’ comunicazione entro 5 giorni
allo Sportello unico e al Centro per l’impiego competenti. Lo
straniero, se interessato a far risultare lo stato di disoccupazione,
per avvalersi della previsione di cui all’articolo 22, comma 11, del
testo unico, deve presentarsi, non oltre il quarantesimo giorno dalla
data di cessazione del rapporto di lavoro, presso il Centro per
l’impiego e rendere la dichiarazione, di cui all’articolo 2, comma 1,
del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, cosi’ come sostituito
dal decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, che attesti
l’attivita’ lavorativa precedentemente svolta, nonche’ l’immediata
disponibilita’ allo svolgimento di attivita’ lavorativa, esibendo il
proprio permesso di soggiorno.
3. Il Centro per l’impiego provvede all’inserimento del lavoratore
nell’elenco anagrafico, di cui all’articolo 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 luglio 2000, n. 442, ovvero provvede
all’aggiornamento della posizione del lavoratore qualora gia’
inserito. Il lavoratore mantiene l’inserimento in tale elenco per il
periodo di residua validita’ del permesso di soggiorno e, comunque,
ad esclusione del lavoratore stagionale, per un periodo complessivo
non inferiore a sei mesi.
4. Il Centro per l’impiego notifica, anche per via telematica,
entro 10 giorni, allo Sportello unico la data di effettuazione
dell’inserimento nelle liste di cui al comma 1 ovvero della
registrazione dell’immediata disponibilita’ del lavoratore
nell’elenco anagrafico di cui al comma 2, specificando, altresi’, le
generalita’ del lavoratore straniero e gli estremi del rispettivo
permesso di soggiorno.
5. Quando, a norma delle disposizioni del testo unico e del
presente articolo, il lavoratore straniero ha diritto a rimanere nel
territorio dello Stato offre il termine fissato dal permesso di
soggiorno, la questura rinnova il permesso medesimo, previa
documentata domanda dell’interessato, fino a sei mesi dalla data di
iscrizione nelle liste di cui al comma 1 ovvero di registrazione
nell’elenco di cui al comma 2. Il rinnovo del permesso e’ subordinato
all’accertamento, anche per via telematica, dell’inserimento dello
straniero nelle liste di cui al comma 1 o della registrazione
nell’elenco di cui al comma 2. Si osservano le disposizioni
dell’articolo 36-bis.
6. Allo scadere del permesso di soggiorno, di cui al comma 5, lo
straniero deve lasciare il territorio dello Stato, salvo risulti
titolare di un nuovo contratto di soggiorno per lavoro ovvero abbia
diritto al permesso di soggiorno ad altro titolo, secondo la
normativa vigente.
7. Nel caso di straniero regolarmente soggiornante per motivo di
lavoro o per un motivo che consente il lavoro subordinato, che sia
dichiarato invalido civile, l’iscrizione delle liste di cui
all’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68, equivale
all’iscrizione ovvero alla registrazione di cui ai commi 1 e 2.))
Art. 38

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 29 OTTOBRE 2016, N. 203))
Art. 38-bis

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 29 OTTOBRE 2016, N. 203))
Art. 39
(( (Disposizioni relative al lavoro autonomo).))

((1. Lo straniero che intende svolgere in Italia attivita’ per le
quali e’ richiesto il possesso di una autorizzazione o licenza o
l’iscrizione in apposito registro o albo, ovvero la presentazione
di una dichiarazione o denuncia, ed ogni altro adempimento
amministrativo e’ tenuto a richiedere alla competente autorita’
amministrativa, anche tramite proprio procuratore, la dichiarazione
che non sussistono motivi ostativi al rilascio del titolo
abilitativo o autorizzatorio, comunque denominato, osservati i
criteri e le procedure previsti per il rilascio dello stesso. Oltre
a quanto previsto dagli articoli 49, 50 e 51, per le attivita’ che
richiedono l’accertamento di specifiche idoneita’ professionali o
tecniche, il Ministero delle attivita’ produttive o altro Ministero
o diverso organo competente per materia provvedono, nei limiti
delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, del testo unico, al
riconoscimento dei titoli o degli attestati delle capacita’
professionali rilasciati da Stati esteri.
2. La dichiarazione e’ rilasciata quando sono soddisfatte tutte
le condizioni e i presupposti previsti dalla legge per il rilascio
del titolo abilitativo o autorizzatorio richiesto, salvo, nei casi
di conversione di cui al comma 9, l’effettiva presenza dello
straniero in Italia in possesso del prescritto permesso di
soggiorno.
3. Anche per le attivita’ che non richiedono il rilascio di alcun
titolo abilitativo o autorizzatorio, lo straniero e’ tenuto ad
acquisire presso la Camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura competente per il luogo in cui l’attivita’ lavorativa
autonoma deve essere svolta, o presso il competente ordine
professionale, l’attestazione dei parametri di riferimento
riguardanti la disponibilita’ delle risorse finanziarie occorrenti
per l’esercizio dell’attivita’. Tali parametri si fondano sulla
disponibilita’ in Italia, da parte del richiedente, di una somma
non inferiore alla capitalizzazione, su base annua, di un importo
mensile pari all’assegno sociale.
4. La dichiarazione di cui al comma 2 e l’attestazione di cui al
comma 3 sono rilasciate, ove richieste, a stranieri che intendano
operare come soci prestatori d’opera presso societa’, anche
cooperative, costituite da almeno tre anni.
5. La dichiarazione di cui al comma 2, unitamente a copia della
domanda e della documentazione prodotta per il suo rilascio,
nonche’ l’attestazione della Camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura di cui al comma 3 devono essere
presentate, anche tramite procuratore, alla questura
territorialmente competente, per l’apposizione del nullaosta
provvisorio ai fini dell’ingresso.
6. Il nullaosta provvisorio e’ posto in calce alla dichiarazione
di cui al comma 2 entro 20 giorni dalla data di ricevimento, previa
verifica che non sussistono, nei confronti dello straniero, motivi
ostativi all’ingresso e al soggiorno nel territorio dello Stato per
motivi di lavoro autonomo. La dichiarazione provvista del nullaosta
e’ rilasciata all’interessato o al suo procuratore.
7. La dichiarazione, l’attestazione, ed il nullaosta di cui ai
commi 2, 3 e 5, di data non anteriore a tre mesi, sono presentati
alla rappresentanza diplomatica o consolare competente per il
rilascio del visto di ingresso, la quale, entro 30 giorni, provvede
a norma dell’articolo 26, comma 5, del testo unico, previo
accertamento dei requisiti richiesti sulla base della normativa e
della documentazione presentata. La rappresentanza diplomatica o
consolare, nel rilasciare il visto, ne da’ comunicazione al
Ministero dell’interno, all’INPS e all’INAIL e consegna allo
straniero la certificazione dell’esistenza dei requisiti di cui al
presente comma, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per
lavoro autonomo.
8. La questura territorialmente competente provvede al rilascio
del permesso di soggiorno.
9. Oltre a quanto previsto dall’articolo 14, lo straniero gia’
presente in Italia, in possesso di regolare permesso di soggiorno
per motivi di studio o di formazione professionale, puo’ richiedere
la conversione del permesso di soggiorno per lavoro autonomo. A
tale fine, lo Sportello unico, su richiesta dell’interessato,
previa verifica della disponibilita’ delle quote d’ingresso per
lavoro autonomo, determinate a norma dell’articolo 3, comma 4, del
testo unico, rilascia la certificazione di cui all’articolo 6,
comma 1, del testo unico, sulla base della documentazione di cui ai
commi 1, 2 e 3. Lo Sportello unico provvede a far sottoscrivere
all’interessato il modulo per la richiesta di rilascio del permesso
di soggiorno per lavoro autonomo, i cui dati sono, contestualmente,
inoltrati alla questura competente, tramite procedura telematica.
Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 11, comma 2-bis.))
Art. 40
(Casi particolari di ingresso per lavoro).

1. Il nullaosta al lavoro per gli stranieri di cui all’articolo 27,
commi 1 e 2, del testo unico, quando richiesto, e’ rilasciato, fatta
eccezione per i lavoratori di cui alle lettere d) e r-bis) del comma
1 del medesimo articolo, senza il preventivo espletamento degli
adempimenti previsti dall’articolo 22, comma 4, del testo unico. Si
osservano le modalita’ previste dall’articolo 30-bis, commi 2 e 3, e
quelle ulteriori previste dal presente articolo. Il nullaosta al
lavoro e’ rilasciato al di fuori delle quote stabilite con il decreto
di cui all’articolo 3, comma 4, del testo unico.
2. Salvo diversa disposizione di legge o di regolamento, il
nullaosta al lavoro non puo’ essere concesso per un periodo superiore
a quello del rapporto di lavoro a tempo determinato e, comunque, a
due anni; la proroga oltre il predetto limite biennale, se prevista,
non puo’ superare lo stesso termine di due anni. Per i rapporti di
lavoro a tempo indeterminato di cui ai commi 6 e 21 il nullaosta al
lavoro viene concesso a tempo indeterminato. La validita’ del
nullaosta deve essere espressamente indicata nel provvedimento.
3. Salvo quanto previsto dai commi 9, lettera a), 12, 14, 16 e 19
del presente articolo e dal comma 2 dell’articolo 27 del testo unico,
il nullaosta al lavoro e’ rilasciato dallo Sportello unico. Ai fini
del visto d’ingresso e della richiesta del permesso di soggiorno, il
nullaosta al lavoro deve essere utilizzato entro 120 giorni dalla
data del rilascio, osservate le disposizioni degli articoli 31, commi
1, limitatamente alla richiesta del parere del questore, 2, 4, 5, 6,
7 e 8.
4. Fatti salvi, per gli stranieri di cui all’articolo 27, comma 1,
lettera f), del testo unico, i piu’ elevati limiti temporali previsti
dall’articolo. 5, comma 3, lettera c), del medesimo testo unico, il
visto d’ingresso e il permesso di soggiorno per gli stranieri di cui
al presente articolo sono rilasciati per il tempo indicato nel
nullaosta al lavoro o, se questo non e’ richiesto, per il tempo
strettamente corrispondente alle documentate necessita’.
5. Per i lavoratori di cui all’articolo 27, comma 1, lettera a),
del testo unico, il nullaosta al lavoro si riferisce ai dirigenti o
al personale in possesso di conoscenze particolari che, secondo il
contratto collettivo nazionale di lavoro applicato all’azienda
distaccataria, qualificano l’attivita’ come altamente specialistica,
occupati da almeno sei mesi nell’ambito dello stesso settore prima
della data del trasferimento temporaneo, nel rispetto degli impegni
derivanti dall’Accordo GATS, ratificato e reso esecutivo in Italia
con la legge 29 dicembre 1994, n. 747. Il trasferimento temporaneo,
di durata legata all’effettiva esigenza dell’azienda, definita e
predeterminata nel tempo, non puo’ superare, incluse le eventuali
proroghe, la durata complessiva di cinque anni. Al termine del
trasferimento temporaneo e’ possibile l’assunzione a tempo
determinato o indeterminato presso l’azienda distaccataria.
6. Per il personale di cui all’articolo 27, comma 1, lettere b) e
c), del testo unico, il nullaosta al lavoro e’ subordinato alla
richiesta di assunzione anche a tempo indeterminato dell’universita’
o dell’istituto di istruzione superiore e di ricerca, pubblici o
privati, che attesti il possesso dei requisiti professionali
necessari per l’espletamento delle relative attivita’.
7. Per il personale di cui all’articolo 27, comma 1, lettera d),
del testo unico, la richiesta deve essere presentata o direttamente
dall’interessato, corredandola del contratto relativo alla
prestazione professionale da svolgere in Italia, oppure dal datore di
lavoro in caso di assunzione in qualita’ di lavoratore subordinato,
nonche’ del titolo di studio o attestato professionale di traduttore
o interprete, specifici per le lingue richieste, rilasciati,
rispettivamente, da una scuola statale o da ente pubblico o altro
istituto paritario, secondo la legislazione vigente nello Stato del
rilascio, debitamente vistati, previa verifica della legittimazione
dell’organo straniero al rilascio dei predetti documenti, da parte
delle rappresentanze diplomatiche o consolari competenti.
8. Per i lavoratori di cui all’articolo 27, comma 1, lettera e),
del testo unico, deve essere acquisito il contratto di lavoro
autenticato dalla rappresentanza diplomatica o consolare. Il
nullaosta al lavoro non puo’ essere rilasciato a favore dei
collaboratori familiari di cittadini stranieri.
9. La lettera f) del comma 1 dell’articolo 27 del testo unico, si
riferisce agli stranieri che, per finalita’ formativa, debbono
svolgere in unita’ produttive del nostro Paese:
a) attivita’ nell’ambito di un rapporto di tirocinio funzionale
al completamento di un percorso ((di formazione professionale.))
b) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 29 DICEMBRE 2016, N. 253)).
10. Per le attivita’ di cui alla lettera a) del comma 9 non e’
richiesto il nullaosta al lavoro e il visto di ingresso per motivi di
studio o formazione viene rilasciato su richie-sta dei soggetti di
cui all’articolo 2, comma 1, del decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale 25 marzo 1998, n. 142, nei limiti del
contingente annuo determinato ai sensi del comma 6 dell’articolo
44-bis. Alla richiesta deve essere unito il progetto formativo,
redatto ai sensi delle norme attuative dell’articolo 18 della legge
24 giugno 1997, n. 196, vistato dalla regione. ((PERIODO SOPPRESSO
DAL D.LGS. 29 DICEMBRE 2016, N. 253)). ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS.
29 DICEMBRE 2016, N. 253)).
11. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 29 DICEMBRE 2016, N. 253)).
12. Per gli stranieri di cui all’articolo 27, comma 1, lettera h),
del testo unico, dipendenti da societa’ straniere appaltatrici
dell’armatore chiamati all’imbarco su navi italiane da crociera per
lo svolgimento di servizi complementari di cui all’articolo 17 della
legge 5 dicembre 1986, n. 856, si osservano le specifiche
disposizioni di legge che disciplinano la materia e non e’ necessaria
l’autorizzazione al lavoro. I relativi visti d’ingresso sono
rilasciati dalle rappresentanze diplomatiche o consolari entro
termini abbreviati e con procedure semplificate definite con le
istruzioni di cui all’articolo 5, comma 3. Essi consentono la
permanenza a bordo della nave anche quando la stessa naviga nelle
acque territoriali o staziona in un porto nazionale. In caso di
sbarco, si osservano le disposizioni in vigore per il rilascio del
permesso di soggiorno. Restano ferme le disposizioni in vigore per il
rilascio dei visti di transito.
13. Nell’ambito di quanto previsto all’articolo 27, comma 1,
lettera i), del testo unico, e’ previsto l’impiego in Italia, di
gruppi di lavoratori alle dipendenze, con regolare contratto di
lavoro, di datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti
o aventi sede all’estero, per la realizzazione di opere determinate o
per la prestazione di servizi oggetto di contratti di appalto
stipulati con persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere
residenti in Italia ed ivi operanti. In tali casi il nullaosta al
lavoro da richiedersi a cura dell’appaltante, il visto d’ingresso e
il permesso di soggiorno sono rilasciati per il tempo strettamente
necessario alla realizzazione dell’opera o alla prestazione del
servizio, previa comunicazione, da parte del datore di lavoro, agli
organismi provinciali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori
comparativamente piu’ rappresentative nel settore interessato.
L’impresa estera deve garantire ai propri dipendenti in trasferta sul
territorio italiano lo stesso trattamento minimo retributivo del
contratto collettivo nazionale di categoria applicato ai lavoratori
italiani o comunitari, nonche’ il versamento dei contributi
previdenziali ed assistenziali.
14. Per i lavoratori dello spettacolo di cui all’articolo 27, comma
1, lettere l), m), n) e o), del testo unico, il nullaosta al lavoro,
comprensivo del codice fiscale, e’ rilasciato dalla Direzione
generale per l’impiego – Segreteria del collocamento dello spettacolo
di Roma e dall’Ufficio speciale per il collocamento dei lavoratori
dello spettacolo per la Sicilia di Palermo, per un periodo iniziale
non superiore a dodici mesi, salvo proroga, che, nei casi di cui alla
lettera n), puo’ essere concessa, sulla base di documentate esigenze,
soltanto per consentire la chiusura dello spettacolo ed
esclusivamente per la prosecuzione del rapporto di lavoro con il
medesimo datore di lavoro. Il rilascio del nullaosta e’ comunicato,
anche per via telematica, allo Sportello unico della provincia ove ha
sede legale l’impresa, ai fini della stipula del contratto di
soggiorno per lavoro.
15. I visti d’ingresso per gli artisti stranieri che effettuano
prestazioni di lavoro autonomo di breve durata e, comunque, inferiore
a 90 giorni, sono rilasciati al di fuori delle quote di cui
all’articolo 3, comma 4, del testo unico, con il vincolo che gli
artisti interessati non possano svolgere attivita’ per un produttore
o committente di spettacolo diverso da quello per il quale il visto
e’ stato rilasciato.
16. Per gli sportivi stranieri di cui all’articolo 27, comma 1,
lettera p), e comma 5-bis, del testo unico, il nullaosta al lavoro e’
sostituito dalla dichiarazione nominativa di assenso del Comitato
olimpico nazionale italiano (CONI), comprensiva del codice fiscale,
sulla richiesta, a titolo professionistico o dilettantistico, della
societa’ destinataria delle prestazioni sportive, osservate le
disposizioni della legge 23 marzo 1981, n. 91. La dichiarazione
nominativa di assenso e’ richiesta anche quando si tratti di
prestazione di lavoro autonomo. In caso di lavoro subordinato, la
dichiarazione nominativa d’assenso e’ comunicata, anche per via
telematica, allo Sportello unico della provincia ove ha sede la
societa’ destinataria delle prestazioni sportive, ai fini della
stipula del contratto di soggiorno per lavoro. La dichiarazione
nominativa di assenso e il permesso di soggiorno di cui al presente
comma possono essere rinnovati anche al fine di consentire il
trasferimento degli sportivi stranieri tra societa’ sportive
nell’ambito della medesima federazione.
17. Gli ingressi per lavoro autonomo, nei casi di cui al comma 16,
sono considerati al di fuori delle quote stabilite con il decreto di
cui all’articolo 3, comma 4, del testo unico. Al fine
dell’applicazione dell’articolo 27, comma 5-bis, del testo unico, le
aliquote d’ingresso stabilite per gli sportivi stranieri
ricomprendono le prestazioni di lavoro subordinato e di lavoro
autonomo e sono determinate sulla base dei calendari e delle stagioni
sportive federali e non si applicano agli allenatori ed ai
preparatori atletici. Lo straniero titolare di permesso di soggiorno
rilasciato per motivi di lavoro o per motivi familiari puo’ essere
tesserato dal CONI, nell’ambito delle quote fissate dall’articolo 27,
comma 5-bis, del testo unico.
18. Nell’ipotesi in cui la dichiarazione di assenso rilasciata dal
CONI riguardi un cittadino extracomunitario minore, la richiesta
della predetta dichiarazione deve essere corredata
dall’autorizzazione rilasciata dalla Direzione provinciale del lavoro
competente ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo
4 agosto 1999, n. 345, sulla base dell’istruttoria effettuata dalla
federazione sportiva nazionale di appartenenza della societa’
destinataria della prestazione sportiva.
19. Per i lavoratori di cui all’articolo 27, comma 1, lettera q),
del testo unico, e per quelli occupati alle dipendenze di
rappresentanze diplomatiche o consolari o di enti di diritto
internazionale aventi sede in Italia, il nullaosta al lavoro non e’
richiesto.
20. Per gli stranieri di cui all’articolo 27, comma 1, lettera r),
del testo unico, il nullaosta al lavoro e’ rilasciato nell’ambito,
anche numerico, degli accordi internazionali in vigore, per un
periodo non superiore ad un anno, salvo diversa indicazione degli
accordi medesimi. Se si tratta di persone collocate alla pari al di
fuori di programmi di scambio di giovani o di mobilita’ di giovani,
il nullaosta al lavoro non puo’ avere durata superiore a tre mesi.
Nel caso di stranieri che giungono in Italia con un visto per
vacanze-lavoro, nel quadro di accordi internazionali in vigore per
l’Italia, il nullaosta al lavoro puo’ essere rilasciato dallo
Sportello unico successivamente all’ingresso dello straniero nel
territorio dello Stato, a richiesta del datore di lavoro, per un
periodo complessivo non superiore a sei mesi e per non piu’ di tre
mesi con lo stesso datore di lavoro.
21. Le disposizioni di cui all’articolo 27, comma 1, lettera
r-bis), del testo unico, riguardano esclusivamente gli infermieri
dotati dello specifico titolo riconosciuto dal Ministero della
salute. Le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, sono
legittimate all’assunzione degli infermieri, anche a tempo
indeterminato, tramite specifica procedura. Le societa’ di lavoro
interinale possono richiedere il nullaosta per l’assunzione di tale
personale previa acquisizione della copia del contratto stipulato con
la struttura sanitaria pubblica o privata. Le cooperative sono
legittimate alla presentazione della richiesta di nullaosta, qualora
gestiscano direttamente l’intera struttura sanitaria o un reparto o
un servizio della medesima.
22. Gli stranieri di cui all’articolo 27, comma 1, lettere a), b),
c) e d), del testo unico possono far ingresso in Italia anche per
effettuare prestazioni di lavoro autonomo. I corrispondenti ingressi
per lavoro autonomo sono al di fuori delle quote stabilite con
decreto di cui all’articolo 3, comma 4, del testo unico. In tali
casi, lo schema di contratto d’opera professionale e’,
preventivamente, sottoposto alla Direzione provinciale del lavoro del
luogo di prevista esecuzione del contratto, la quale, accertato che,
effettivamente, il programma negoziale non configura un rapporto di
lavoro subordinato, rilascia la corrispondente certificazione. Tale
certificazione, da accludere alla relativa richiesta, e’ necessaria
ai fini della concessione del visto per lavoro autonomo, in
applicazione della presente disposizione.
23. Il nullaosta al lavoro e il permesso di soggiorno di cui al
presente articolo possono essere rinnovati, tranne nei casi di cui
all’articolo 27, comma 1, lettera n), del testo unico, in costanza
dello stesso rapporto di lavoro, salvo quanto previsto dal comma 16,
previa presentazione, da parte del richiedente, della certificazione
comprovante il regolare assolvimento dell’obbligo contributivo. In
caso di cessazione del rapporto di lavoro, il nullaosta non puo’
essere utilizzato per un nuovo rapporto di lavoro. I lavoratori di
cui all’articolo 27, comma 1, lettere d), e) e r-bis), del testo
unico possono instaurare un nuovo rapporto di lavoro a condizione che
la qualifica di assunzione coincida con quella per cui e’ stato
rilasciato l’originario nullaosta. Si applicano nei loro confronti
l’articolo 22, comma 11, del testo unico e gli articoli 36-bis e 37
del presente regolamento. I permessi di soggiorno rilasciati a norma
del presente articolo non possono essere convertiti, salvo quanto
previsto dall’articolo 14, comma 5.
Art. 41
(( (Archivio anagrafico dei lavoratori extracomunitari). ))

((1. Gli uffici della pubblica amministrazione, che rilasciano un
titolo autorizzatorio o abilitativo per lo svolgimento di un
attivita’ di lavoro autonomo e i centri per l’impiego che ricevono
dallo straniero la dichiarazione di disponibilita’ alla ricerca di
un’attivita’ lavorativa, ai sensi del decreto legislativo 21 aprile
2000, n. 181, e successive modificazioni, sono tenuti a comunicare
alla questura e all’Archivio anagrafico dei lavoratori
extracomunitari costituito presso l’Istituto nazionale per la
previdenza sociale, per le annotazioni di competenza, i casi in cui
il permesso di soggiorno e’ utilizzato, a norma dell’articolo 14,
per un motivo diverso da quello riportato nel documento. Analoga
comunicazione al predetto Archivio e’ effettuata, in via
informatica o telematica, dalla questura, sulla base dei
provvedimenti di rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno,
delle comunicazioni concernenti le iscrizioni o variazioni
anagrafiche previste dall’articolo 6, comma 7, del testo unico, e
di quelle del datore di lavoro effettuate a norma dell’articolo 7
del medesimo testo unico.))
CAPO VI
DISPOSIZIONI IN MATERIA SANITARIA

Art. 42
Assistenza per gli stranieri iscritti
al Servizio Sanitario Nazionale

1. Lo straniero in possesso del permesso di soggiorno per uno dei
motivi di cui all’articolo 34, comma 1, del testo unico, e per il
quale sussistono le condizioni ivi previste e’ tenuto a richiedere
l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale ed e’ iscritto,
unitamente ai familiari a carico, negli elenchi degli assistibili
dell’Azienda unita’ sanitaria locale, d’ora in avanti indicata con
la sigla U.S.L. nel cui territorio ha residenza ovvero, in assenza
di essa, nel cui territorio ha effettiva dimora, a parita’ di
condizioni con il cittadino italiano. L’iscrizione e’ altresi’
dovuta, a parita’ di condizioni con il ‘cittadino italiano nelle
medesime circostanze, allo straniero regolarmente soggiornante
iscritto nelle liste di collocamento. Alle medesime condizioni di
parita’ sono assicurate anche l’assistenza riabilitativa e
protesica.
2. In mancanza di iscrizione anagrafica, per il luogo di
effettiva dimora si intende quello indicato nel permesso di
soggiorno, fermo restando il disposto dell’articolo 6, commi 7 e 8,
del testo unico. L’iscrizione alla U.S.L. e’ valida per tutta la
durata del permesso di soggiorno.
3. Per il lavoratore straniero stagionale l’iscrizione e’
effettuata, per tutta la durata dell’attivita’ lavorativa, presso
l’U.S.L. del comune indicato ai fini del rilascio del permesso di
soggiorno.
4. ((L’iscrizione non decade nella fase di rinnovo del permesso
di soggiorno.)) L’iscrizione cessa altresi’ per mancato rinnovo,
revoca o annullamento del permesso di soggiorno ovvero per
espulsione, comunicati alla U.S.L. a cura della questura, salvo che
l’interessato esibisca la documentazione comprovante la pendenza
del ricorso contro i suddetti provvedimenti. L’iscrizione parimenti
cessa negli altri casi in cui vengono meno le condizioni di cui al
comma 1.
5. L’iscrizione al Servizio sanitario nazionale di cui
all’articolo 34, comma 1, del testo unico, non e’ dovuta per gli
stranieri di cui all’articolo 27, comma 1, lettere a), i) e q), del
testo unico, che non siano tenuti a corrispondere in Italia, per
l’attivita’ ivi svolta, l’imposta sul reddito delle persone
fisiche, fermo restando l’obbligo, per se’ e per i familiari a
carico, della copertura assicurativa di cui all’articolo 34, comma
3, del testo unico, L’iscrizione non e’ dovuta neppure per gli
stranieri titolari di permesso di soggiorno per affari.
6. Fuori dai casi di cui all’articolo 34, comma 1, del testo
unico, in alternativa all’assicurazione contro il rischio di
malattia, infortunio e maternita’ prevista dall’articolo 34, comma
3, del medesimo testo unico, e fatta salva la specifica disciplina
di cui al successivo comma 4 dello stesso articolo, concernente gli
stranieri regolarmente soggiornanti per motivi di studio o
collocati “alla pari”, lo straniero che abbia richiesto un permesso
di soggiorno di durata superiore a tre mesi puo’ chiedere
l’iscrizione volontaria al Servizio sanitario nazionale, previa
corresponsione del contributo prescritto.
Art. 43
Assistenza sanitaria per gli stranieri
non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale

1. Ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti, ma non
iscritti al Servizio sanitario nazionale, sono assicurate le
prestazioni sanitarie urgenti, alle condizioni previste
dall’articolo 35, comma 1, del testo unico, Gli stranieri non
iscritti al Servizio sanitario nazionale possono inoltre chiedere
all’azienda ospedaliera o alla unita’ sanitaria locale (USL) di
fruire, dietro pagamento delle relative tariffe, di prestazioni
sanitarie di elezione.
2. Ai cittadini stranieri presenti nel territorio dello Stato,
non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno,
sono comunque assicurate, nei presidi sanitari pubblici e privati
accreditati, le prestazioni sanitarie previste dall’articolo 35,
comma 3, del testo unico.
3. La prescrizione e la registrazione delle prestazioni nei
confronti degli stranieri privi di permesso di soggiorno vengono
effettuate, nei limiti indicati dall’articolo 35, comma 3, del
testo unico, utilizzando un codice regionale a sigla STP (Straniero
Temporaneamente Presente). Tale codice identificativo e’ composto,
oltre che dalla sigla STP, dal codice ISTAT relativo alla struttura
sanitaria pubblica che lo rilascia e da un numero progressivo
attribuito al momento del rilascio. Il codice, riconosciuto su
tutto il territorio nazionale, identifica l’assistito per tutte le
prestazioni di cui all’articolo 35, comma 3, del testo unico, Tale
codice deve essere utilizzato anche per la rendicontazione delle
prestazioni effettuate da parte delle strutture pubbliche e private
accreditate ai fini del rimborso e la prescrizione, su ricettario
regionale, di farmaci erogabili. a parita’ di condizioni di
partecipazione alla spesa con i cittadini italiani, da parte delle
farmacie convenzionate.
4. Gli oneri per le prestazioni sanitarie di cui all’articolo 35,
comma 3, del testo unico, erogate ai soggetti privi di risorse
economiche sufficienti. comprese le quote di partecipazione alla
spesa eventualmente non versate, sono a carico della U.S.L.
competente per il luogo in cui le prestazioni sono state erogate.
In caso di prestazioni sanitarie lasciate insolute dal cittadino
straniero, l’azienda ospedaliera ne chiede il pagamento alla
U.S.L.. ovvero, se si tratta di prestazioni ospedaliere urgenti o
comunque essenziali, al Ministero dell’interno, secondo procedure
concordate. Lo stato d’indigenza puo’ essere attestato attraverso
autodichiarazione presentata all’ente sanitario erogante.
5. La comunicazione al Ministero dell’interno per le finalita’ di
cui al comma 4, e’ effettuata in forma anonima, mediante il codice
regionale S.T.P. di cui al comma 3, con l’indicazione della
diagnosi del tipo di prestazione erogata e della somma di cui si
chiede il rimborso.
6. Salvo quanto previsto in attuazione dell’articolo 20 del testo
unico, le procedure di cui ai commi 4 e 5 si applicano anche nel
caso di prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di profughi
o sfollati assistiti al Servizio sanitario nazionale per effetto di
specifiche disposizioni di legge che pongono i relativi oneri a
carico dello Stato.
7. Sono fatte salve le disposizioni che disciplinano l’assistenza
sanitaria ai cittadini stranieri in Italia sulla base di trattati o
accordi intenzionali di reciprocita’, bilaterali o multilaterali,
sottoscritti dall’Italia. In tal caso, l’U.S.L. chiede il rimborso
eventualmente dovuto degli oneri per le prestazioni erogate secondo
le direttive emanate dal Ministero della sanita’ in attivazione del
predetti accordi.
8. Le regioni individuano le modalita’ piu’ opportune per
garantire che le cure essenziali e continuative previste
dall’articolo 35, comma 3, del testo unico, possono essere erogate
nell’ambito delle strutture della medicina del territorio o nei
presidi sanitari, pubblici e privati accreditati, strutturati in
forma poliambulatoriale od ospedaliera, eventualmente in
collaborazione con organismi di volontariato aventi esperienza
specifica.
Art. 44
Ingresso e soggiorno per cure mediche

(( 1. Il cittadino straniero che intende effettuare, dietro
pagamento dei relativi oneri, cure mediche in Italia, richiede il
visto, alle condizioni stabilite dal decreto del Ministro degli
affari esteri, di cui all’articolo 5, comma 3, alla competente
rappresentanza diplomatica o consolare ed il relativo permesso di
soggiorno alla questura, allegando la seguente documentazione:
a) dichiarazione della struttura sanitaria prescelta, pubblica o
privata accreditata, che indichi il tipo di cura, la data di
inizio e la durata presumibile della stessa, la durata
dell’eventuale degenza prevista, osservate le disposizioni in
vigore per la tutela dei dati personali;
b) attestazione dell’avvenuto deposito di una somma a titolo
cauzionale sulla base del costo presumibile delle prestazioni
richieste. Il deposito cauzionale, in euro o in dollari
statunitensi, dovra’ corrispondere al 30 per cento del costo
complessivo presumibile delle prestazioni richieste e dovra’
essere versato alla struttura prescelta;
c) documentazione comprovante la disponibilita’ in Italia di
risorse sufficienti per l’integrale pagamento delle spese
sanitarie e di quelle di vitto e alloggio fuori dalla struttura
sanitaria e il rimpatrio per l’assistito e per l’eventuale
accompagnatore;
d) certificazione sanitaria, attestante la patologia del
richiedente nel rispetto delle disposizioni in materia di tutela
dei dati personali. La certificazione rilasciata all’estero deve
essere corredata di traduzione in lingua italiana.))
2. Con l’autorizzazione di cui all’articolo 36, comma 2, del
testo unico, sono stabilite le modalita’ per il trasferimento per
cure in Italia nei casi previsti dalla stessa disposizione e per
quelli da effettuarsi nell’ambito dei programmi di cui all’articolo
32, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
Art. 44-bis
(( (Visti di ingresso per motivi di studio,
borse di studio e ricerca). ))

((1. E’ consentito l’ingresso in territorio nazionale, per motivi
di studio, ai cittadini stranieri che intendono seguire corsi
universitari, con le modalita’ definite dall’articolo 39 del testo
unico e dall’articolo 46.
2. E’ ugualmente consentito l’ingresso nel territorio nazionale
per motivi di studio, alle condizioni definite dal decreto del
Ministro degli affari esteri, di cui all’articolo 5, comma 3, in
favore dei cittadini stranieri:
a) maggiori di eta’, che intendano seguire corsi superiori di
studio o d’istruzione tecnico-professionale, a tempo pieno e di
durata determinata, verificata la coerenza dei corsi da seguire
in Italia con la formazione acquisita nel Paese di provenienza,
accertate le disponibilita’ economiche di cui all’articolo 5,
comma 6, nonche’ la validita’ dell’iscrizione o pre-iscrizione
al corso da seguire in Italia;
b) minori di eta’, comunque, maggiori di anni quattordici, i cui
genitori o tutori, residenti all’estero, intendano far seguire
corsi di studio presso istituti e scuole secondarie nazionali
statali o paritarie o presso istituzioni accademiche,
nell’ambito di programmi di scambi e di iniziative culturali
approvati dal Ministero degli affari esteri, dal Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca o dal
Ministero per i beni e le attivita’ culturali. Al di fuori di
tali fattispecie, l’ingresso dei minori per studio,
limitatamente ai maggiori di anni quindici, e’ consentito in
presenza dei requisiti di cui alla lettera a), nonche’ accertata
l’esistenza di misure di adeguata tutela del minore e la
rispondenza del programma scolastico da seguire in Italia alle
effettive esigenze formative e culturali del beneficiario.
3. E’ consentito l’ingresso in Italia ai cittadini stranieri
assegnatari di borse di studio accordate dalle amministrazioni di
cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, da Governi stranieri, da fondazioni ed istituzioni
culturali italiane di chiara fama ovvero da organizzazioni
internazionali, secondo le modalita’ stabilite dal decreto di cui
all’articolo 5, comma 3.
4. E’ consentito l’ingresso in Italia per attivita’ scientifica
ai cittadini stranieri che, a richiesta degli enti di cui al comma
3 e per motivi di preminente interesse della Repubblica italiana,
intendano svolgere in territorio nazionale attivita’ di alta
cultura o di ricerca avanzata, che non rientrino tra quelle
previste dall’articolo 27, comma 1, lettera c), del testo unico.
Analogo visto e accordato al coniuge e ai figli minori al seguito,
secondo le modalita’ stabilite dal decreto di cui all’articolo 5,
comma 3.
5. Lo straniero in possesso dei requisiti previsti per il
rilascio del visto di studio che intende frequentare corsi di
formazione professionali organizzati da enti di formazione
accreditati, secondo le norme attuative dell’articolo 142, comma 1,
lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
finalizzati al riconoscimento di una qualifica o, comunque, alla
certificazione delle competenze acquisite, di durata non superiore
a 24 mesi, puo’ essere autorizzato all’ingresso nel territorio
nazionale, nell’ambito del contingente annuale determinato con
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui al
comma 6. La presente disposizione si applica anche agli ingressi
per i tirocini formativi di cui all’articolo 40, comma 9, lettera
a).
6. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell’interno e degli affari esteri,
sentita la Conferenza permanente Stato-regioni di cui al decreto
legislatvo 28 agosto l997, n. 28l, e successive modificazioni, da
emanarsi entro il 30 giugno di ciascun anno, e’ determinato il
contingente annuale degli stranieri ammessi a frequentare i corsi
di cui al comma 5, ovvero a svolgere i tirocini formativi. In sede
di prima applicazione della presente disposizione, le
rappresentanze diplomatiche e consolari, nelle more dell’emanazione
del decreto annuale e, comunque, non oltre il 30 giugno, rilasciano
i visti di cui al comma 5, previa verifica dei requisiti previsti
dal medesimo comma. Il numero di tali visti viene portato in
detrazione dal contingente annuale indicato nel predetto decreto.
Per le annualita’ successive, si applicano le stesse modalita’, ma
il numero dei visti rilasciabili anteriormente alla data di
pubblicazione del decreto annuale di programmazione e, comunque,
non oltre il 30 giugno di ciascun anno, non puo’ eccedere il numero
dei visti rilasciati nel primo semestre dell’anno precedente. Nel
caso che la pubblicazione del decreto di programmazione annuale non
venga effettuata entro la scadenza stabilita, il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, nel secondo semestre di ciascun
anno, puo’ provvedere, in via transitoria, con proprio decreto, nel
limite delle quote stabilite per l’anno precedente.))
CAPO VII
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ISTRUZIONE
DIRITTO ALLO STUDIO E PROFESSIONI

Art. 45
Iscrizione scolastica

1. I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno
diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarita’ della
posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi
previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all’obbligo
scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L’iscrizione
dei minori stranieri nelle scuote italiane di ogni ordine e grado
avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani.
Essa puo’ essere richiesta in qualunque periodo dell’anno
scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica
ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono
iscritti con riserva.
2. L’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei
titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e
grado. In mancanza di accertamenti negativi sull’identita’
dichiarata dell’alunno, il titolo viene rilasciato all’interessato
con i dati identificativi acquisiti al momento dell’iscrizione. I
minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti
alla classe corrispondente all’eta’ anagrafica, salvo che il
collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa,
tenendo conto:
a) dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza
dell’alunno, che puo’ determinare l’iscrizione ad una classe,
immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella
corrispondente all’eta’ anagrafica;
b) dell’accertamento di competenze, abilita’ e livelli di
preparazione dell’alunno:
c) del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese
di provenienza:
d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno.
3. Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione
degli alunni stranieri nelle classi: la ripartizione e’ effettuata
evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti
predominante la presenza di alunni stranieri.
4. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di
competenza dei singoli alunni stranieri il necessario adattamento
dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati
specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni per
facilitare l’apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove
possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento
della conoscenza e della pratica della lingua italiana puo’ essere
realizzata altresi’ mediante l’attivazione di corsi intensivi di
lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell’ambito
delle attivita’ aggiuntive di insegnamento per l’arricchimento
dell’offerta formativa.
5. Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri
e alle modalita’ per la comunicazione tra la scuola e le famiglie
degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con
l’ente locale, l’istituzione’ scolastica si avvale dell’opera di
mediatori culturali qualificati.
6. Allo scopo di realizzare l’istruzione o la formazione degli
adulti stranieri il Consiglio di circolo e di istituto promuovono
intese con le associazioni straniere, le rappresentanze
diplomatiche consolari dei Paesi di provenienza, ovvero con le
organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro di cui
all’articolo 52, allo scopo di stipulare convenzioni e accordi per
attivare progetti di accoglienza; iniziative di educazione
interculturale; azioni a tutela della cultura e della lingua di
origine e lo studio delle lingue straniere piu’ diffuse a livello
internazionale.
7. Per le finalita’ di cui all’articolo 38, comma 7, del testo
unico, le istituzioni scolastiche organizzano iniziative di
educazione interculturale e provvedono all’istituzione, presso gli
organismi deputati all’istruzione e alla formazione in eta’ adulta,
di corsi di alfabetizzazione di scuola primaria e secondaria; di
corsi di lingua italiana; di percorsi di studio finalizzati al
conseguimento del titolo della scuola dell’obbligo; di corsi di
studio per il conseguimento del diploma di qualifica o del diploma
di scuola secondaria superiore; di corsi di istruzione e formazione
del personale e tutte le altre iniziative di studio previste
dall’ordinamento vigente. A tal fine le istituzioni scolastiche
possono stipulare convenzioni ed accordi nei casi e con le
modalita’ previste dalle disposizioni in vigore.
8. Il Ministro della pubblica istruzione, nell’emanazione della
direttiva sulla formazione per l’aggiornamento in servizio del
personale ispettivo, direttivo e docente, detta disposizioni per
attivare i progetti nazionali e locali sul tema dell’educazione
interculturale. Dette iniziative tengono conto delle specifiche
realta’ nelle quali vivono le istituzioni scolastiche e le
comunita’ degli stranieri, al fine di favorire la loro migliore
integrazione nella comunita’ locale.
Art. 46
Accesso degli stranieri alle universita’

1. In armonia con gli orientamenti comunitari sull’accesso di
studenti stranieri all’istruzione universitaria, gli atenei, sulla
base di criteri predeterminati e in applicazione della
regolamentazione sugli accessi all’istruzione universitaria,
stabiliscono, entro il 31 dicembre di ogni anno, il numero dei
posti da destinare alla immatricolazione degli studenti stranieri
ai corsi di studio universitari, per l’anno accademico successivo.
anche in coerenza con le esigenze della politica estera culturale e
della cooperazione allo sviluppo, fatti salvi gli accordi di
collaborazione universitaria con i Paesi terzi. Sono ammessi in
soprannumero ai predetti corsi, per effetto di protocolli esecutivi
di accordi culturali e di programmi di cooperazione allo sviluppo,
nonche’ di accordi fra universita’ italiane e universita’ dei Paesi
interessati, studenti stranieri beneficiari di borse di studio,
assegnate per l’intera durata dei corsi medesimi, dal Ministero
degli affari esteri o dal Governo del Paese di provenienza. Nel
caso di accesso a corsi a numero programmato l’ammissione e’
comunque subordinata alla verifica delle capacita’ ricettive delle
strutture universitarie e al superamento delle prove di ammissione.
2. Sulla base dei dati forniti dalle universita’ al Ministero
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica ai sensi
del comma 1, e’ emanato il decreto di cui al comma 4 dell’articolo
39 del testo unico e con successivo provvedimento sono definiti i
conseguenti adempimenti amministrativi per il rilascio del visto di
ingresso. A tal fine, la sufficienza dei mezzi di sussistenza e’
valutata considerando anche le garanzie prestate con le modalita’
di cui all’articolo 34, le borse di studio, i prestiti d’onore ed i
servizi abitativi forniti da pubbliche amministrazioni o da altri
soggetti pubblici o privati italiani, o per i quali le
amministrazioni stesse o gli altri soggetti attestino che saranno
forniti allo studente straniero, a norma del comma 5.
3. Le universita’ italiane istituiscono, anche in convenzione con
altre istituzioni formative con enti locali e con le regioni, corsi
di lingua italiana ai quali sono ammessi gli stranieri provenienti
dai Paesi terzi in possesso del visto di ingresso e del permesso di
soggiorno per motivi di studio, rilasciati ai sensi del decreto di
cui al comma 2, nonche’ gli stranieri indicati all’articolo 39,
comma 5, del testo unico, i quali non siano in possesso di una
certificazione attestante una adeguata conoscenza della lingua
italiana. Al termine dei corsi e’ rilasciato un attestato di
frequenza.
4. I visti e i permessi di soggiorno per motivi di studio sono
rinnovati agli studenti che nel primo anno di corso abbiano
superato una verifica di profitto e negli anni successivi almeno
due verifiche. Per gravi motivi di salute o di forza maggiore,
debitamente documentati, il permesso di soggiorno puo’ essere
rinnovato anche allo studente che abbia superato una sola verifica
di profitto, fermo restando il numero complessivo di rinnovi. Essi
non possono essere comunque, rilasciati per piu’ di tre anni oltre
la durata del corso di studio. Il permesso di soggiorno puo’ essere
ulteriormente rinnovato per conseguire il titolo di
specializzazione o il dottorato di ricerca per la durata
complessiva del corso, rinnovabile per un anno.
((5. Gli studenti stranieri accedono, a parita’ di trattamento
con gli studenti italiani, ai servizi e agli interventi per il
diritto allo studio di cui alla legge 2 dicembre 1991, n. 390,
compresi gli interventi non destinati alla generalita’ degli
studenti, quali le borse di studio, i prestiti d’onore ed i servizi
abitativi, in conformita’ alle disposizioni previste dal decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato ai sensi
dell’articolo 4 della stessa legge n. 390 del 1991, che prevede
criteri di valutazione del merito dei richiedenti, in aggiunta a
quella delle condizioni economiche degli stessi e tenuto, altresi’,
conto del rispetto dei tempi previsti dall’ordinamento degli studi.
La condizione economica e patrimoniale degli studenti stranieri e’
valutata secondo le modalita’ e le relative tabelle previste dal
citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e
certificata con appositi documentazione rilasciata dalle competenti
autorita’ del Paese ove i redditi sono stati prodotti e tradotta in
lingua italiana dalle autorita’ diplomatiche italiane competenti
per territorio. Tale documentazione e’ resa dalle competenti
rappresentanze diplomatiche o consolari estere in Italia per quei
Paesi ove esistono particolari difficolta’ a rilasciare la
certificazione attestata dalla locale ambasciata italiana e
legalizzata dalle prefetture – Uffici territoriali del Governo ai
sensi dell’articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445. Le regioni possono consentire l’accesso
gratuito al servizio di ristorazione agli studenti stranieri in
condizioni, opportunamente documentate, di particolare disagio
economico.))
6. Per le finalita’ di cui al comma 5 le competenti
rappresentanze diplomatiche consolari italiane rilasciano le
dichiarazioni sulla validita’ locale, ai fini dell’accesso agli
studi universitari, dei titoli di scuola secondaria stranieri,
fornendo contestualmente informazioni sulla scala di valori e sul
sistema di valutazioni locali cui fa riferimento il voto o giudizio
annotato sul titolo di studio. Con decreto del Ministro
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, di
concerto con il Ministro della pubblica istruzione e del Ministro
degli affari esteri sono determinate le tabelle di corrispondenza
per la valutazione del voto o giudizio riportato sul titolo
straniero con la valutazione adottata nell’ordinamento scolastico
italiano.
Art. 47
Abilitazione all’esercizio della professione

1. Specifici visti d’ingresso e permessi di soggiorno, di durata
non superiore alle documentate necessita’, possono essere
rilasciati agli stranieri che hanno conseguito il diploma di laurea
presso una universita’ italiana, per l’espletamento degli esami di
abilitazione all’esercizio professionale.
2. Il superamento degli esami di cui al comma 1, unitamente
all’adempimento delle altre condizioni richieste dalla legge,
consente l’iscrizione negli albi professionali, indipendentemente
dal possesso della cittadinanza italiana, salvo che questa sia
richiesta a norma dell’articolo 37 del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni e integrazioni.
L’aver soggiornato regolarmente in Italia da almeno cinque anni e’
titolo di priorita’ rispetto ad altri cittadini stranieri.
Art. 48
Riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero

1. La competenza per il riconoscimento dei titoli di accesso
all’istruzione superiore dei periodi di studio e dei titoli
accademici ai fini della prosecuzione degli studi di qualunque
livello, conseguiti in Paesi esteri, e’ attribuita alle universita’
e agli istituti di istruzione universitari, i quali la esercitano
nell’ambito della loro autonomia e in conformita’ ai rispettivi
ordinamenti. Fatti salvi gli accordi bilaterali in materia e le
convenzioni internazionali.
2. Le istituzioni di cui al comma 1 si pronunciano sulle
richieste di riconoscimento entro il termine di novanta giorni
dalla data di ricevimento della relativa domanda. Nel caso in cui
le autorita’ accademiche rappresentino esigenze istruttorie, il
termine e’ sospeso fino al compimento, entro i 30 giorni successivi
degli atti supplementari.
3. Contro il provvedimento di rigetto della domanda, ovvero se e’
decorso il termine di cui al comma 2, senza che sia stato adottato
alcun provvedimento, il richiedente puo’ presentare ricorso
giurisdizionale al Tribunale amministrativo regionale o ricorso
straordinario al Capo dello Stato, ovvero, entro il termine
previsto per quest’ultimo, puo’ presentare istanza al Ministero
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, che,
nei successivi venti giorni, se la ritiene motivata, puo’ invitare
l’universita’ a riesaminare la domanda, dandone contestuale
comunicazione all’interessato. L’universita’ si pronuncia nei
successivi sessanta giorni. Nel caso di rigetto, ovvero in assenza,
nei termini rispettivamente previsti, dell’invito al riesame da
parte del Ministero o della pronuncia dell’universita’ e’ ammesso
ricorso al Tribunale amministrativo regionale o ricorso
straordinario al Capo dello Stato.
4. Il riconoscimento dei titoli di studio per finalita’ diverse
da quelle previste al comma 1 e’ operato in attuazione
dell’articolo 387 del testo unico delle disposizioni legislative
vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni
ordine e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994,
n. 297, nonche’ delle disposizioni vigenti in materia di
riconoscimento, ai fini professionali e di accesso ai pubblici
impieghi.
Art. 49
Riconoscimento titoli abilitanti
all’esercizio delle professioni

1. I cittadini stranieri, regolarmente soggiornanti in Italia che
intendono iscriversi agli ordini, collegi ed elenchi speciali
istituiti presso le amministrazioni competenti, nell’ambito delle
quote definite a norma dell’articolo 3, comma 4, del testo unico e
del presente regolamento, se in possesso di un titolo abilitante
all’esercizio di una professione, conseguito in un Paese non
appartenente all’Unione europea, possono richiederne il
riconoscimento ai fini dell’esercizio in Italia, come lavoratori
autonomi o dipendenti, delle professioni corrispondenti.
1-bis. Il riconoscimento del titolo puo’ essere richiesto anche
dagli stranieri non soggiornanti in Italia. Le amministrazioni
interessate, ricevuta la domanda, provvedono a quanto di loro
competenza. L’ingresso in Italia per lavoro, sia autonomo che
subordinato, nel campo delle professioni sanitarie e’, comunque,
condizionato al riconoscimento del titolo di studio effettuato dal
Ministero competente.
2. Per le procedure di riconoscimento dei titoli di cui al comma
1 si applicano le disposizioni dei decreti legislativi 27 gennaio
1992, n. 115, e 2 maggio 1994, n. 319, compatibilmente con la
natura, la composizione e la durata della formazione professionale
conseguita.((4))
3. Ove ricorrano le condizioni previste dai decreti legislativi
di cui al comma 2, per l’applicazione delle misure compensative, il
Ministro competente, cui e’ presentata la domanda di
riconoscimento, sentite le conferenze dei servizi di cui
all’articolo 12 del decreto legislativo n. 115 del 1992 e
all’articolo 14 del decreto legislativo n. 319 del 1994, puo’
stabilire, con proprio decreto, che il riconoscimento sia
subordinato ad una misura compensativa, consistente nel superamento
di una prova attitudinale o di un tirocinio di adattamento. Con il
medesimo decreto sono definite le modalita’ di svolgimento della
predetta misura compensativa, nonche’ i contenuti della formazione
e le sedi presso le quali la stessa deve essere acquisita, per la
cui realizzazione ci si puo’ avvalere delle regioni e delle
province autonome.
3-bis. Nel caso in cui il riconoscimento e’ subordinato al
superamento di una misura compensativa ed il richiedente si trova
all’estero, viene rilasciato un visto d’ingresso per studio, per il
periodo necessario all’espletamento della suddetta misura
compensativa.
4. Le disposizioni dei commi 2 e 3 si applicano anche ai fini del
riconoscimento di titoli rilasciati da Paesi terzi abilitanti
all’esercizio di professioni regolate da specifiche direttive della
Unione europea.
—————
AGGIORNAMENTO (4)
Il D. Lgs. 9 novembre 2007, n. 206 ha disposto (con l’art. 60,
comma 3) che “Il riferimento ai decreti legislativi 27 gennaio
1992, n. 115, e 2 maggio 1994, n. 319, contenuto nell’articolo 49,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto
1999, n. 394, si intende fatto al titolo III del presente decreto;
tuttavia resta attribuito all’autorita’ competente di cui
all’articolo 5 la scelta della eventuale misura compensativa da
applicare al richiedente.”
Art. 50
Disposizioni particolari per gli
esercenti le professioni sanitarie

1. Presso il Ministero della sanita’ sono istituiti elenchi
speciali per gli esercenti le professioni sanitarie sprovviste di
ordine o collegio professionale.
2. Per l’iscrizione e la cancellazione, dagli elenchi speciali si
osservano per quanto compatibili le disposizioni contenute nel Capo
I del decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n.
221, e successive modificazioni ed integrazioni.
3. Il Ministro della sanita’ pubblica annualmente gli elenchi
speciali di cui al comma I nonche’ gli elenchi degli stranieri che
hanno ottenuto il riconoscimento dei titoli abilitanti
all’esercizio di una professione sanitaria.
4. L’iscrizione negli albi professionali e quella negli elenchi
speciali di cui al comma 1 sono disposte previo accertamento della
conoscenza della lingua italiana e delle speciali disposizioni che
regolano l’esercizio professionale in Italia, con modalita’
stabilite dal Ministero della sanita’. All’accertamento provvedono,
prima dell’iscrizione, gli ordini e collegi professionali e il
Ministero della sanita’, con oneri a carico degli interessati.
5. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
6. (Comma non ammesso al “Visto” della Corte dei conti.)
7. Con le procedure di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 49, il
Ministero della sanita’ provvede altresi’, ai fini dell’ammissione
agli impieghi e dello svolgimento di attivita’ sanitarie
nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, al riconoscimento dei
titoli accademici, di studio e di formazione professionale,
complementari di titoli abilitanti all’esercizio di una professione
o arte sanitaria, conseguiti in un Paese non appartenente
all’Unione europea.
((8. La dichiarazione di equipollenza dei titoli accademici nelle
discipline sanitarie, conseguiti all’estero, nonche’ l’ammissione
ai corrispondenti esami di diploma, di laurea o di abilitazione,
con dispensa totale o parziale degli esami di profitto, non danno
titolo all’esercizio delle relative professioni. A tale fine, deve
essere acquisito il preventivo parere del Ministero della salute;
il parere negativo non consente l’iscrizione agli albi
professionali o agli elenchi speciali per l’esercizio delle
relative professioni sul territorio nazionale e dei Paesi
dell’Unione europea.))
((8-bis. Entro due anni dalla data di rilascio del decreto di
riconoscimento, il professionista deve iscriversi al relativo albo
professionale, ove esistente. Trascorso tale termine, il decreto di
riconoscimento perde efficacia. Per le professioni non costituite
in ordini o in collegi, il decreto di riconoscimento perde
efficacia, qualora l’interessato non lo abbia utilizzato, a fini
lavorativi, per un periodo di due anni dalla data del rilascio.))
Art. 51
Articolo non ammesso al “Visto” della Corte dei conti
CAPO VIII
DISPOSIZIONI SULL’INTEGRAZIONE SOCIALE

Art. 52
Registro delle associazioni e degli enti
che svolgono attivita’ a favore degli immigrati

((1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e’
istituito il registro delle associazioni, degli enti e degli altri
organismi privati che svolgono le attivita’ a favore degli
stranieri immigrati, previste dal testo unico. Il registro e’
diviso in due sezioni:
a) nella prima sezione sono iscritti associazioni, enti e altri
organismi privati che svolgono attivita’ per favorire
l’integrazione sociale degli stranieri, ai sensi dell’articolo
42 del testo unico;
b) nella seconda sezione sono iscritti associazioni, enti ed altri
organismi privati abilitati alla realizzazione dei programmi di
assistenza e protezione sociale degli stranieri di cui
all’articolo 18 del testo unico.))
2. L’iscrizione al registro di cui al comma 1, lettera a), e’
condizione necessaria per accedere direttamente o attraverso
convenzioni con gli enti locali o con le amministrazioni statati al
contributo del Fondo nazionale per l’integrazione di cui
all’articolo 45 del testo unico.
3. Non possono essere iscritti nel registro le associazioni, enti
o altri organismi privati il cui rappresentante legale o uno o piu’
componenti degli organi di amministrazione e di controllo siano
sottoposti a procedimenti per l’applicazione di una misura di
prevenzione o a procedimenti penali per uno dei reati previsti dal
testo unico o risultino essere stati sottoposti a misure di
prevenzione o condannati, ancorche’ con sentenza non definitiva,
per uno dei delitti di cui agli articoli 380 e 381 del codice di
procedura penale, salvo che i relativi procedimenti si siano
conclusi con un provvedimento che esclude il reato o la
responsabilita’ dell’interessato, e salvi in ogni caso gli effetti
della riabilitazione.
Art. 53
Condizioni per l’iscrizione nel Registro

1. Possono iscriversi nella sezione del registro di cui
all’articolo 52, comma 1, lettera a), gli organismi privati, gli
enti e le associazioni che svolgono attivita’ per l’integrazione di
cui all’articolo 42, comma 1, del testo unico, che abbiano i
seguenti requisiti:
a) forma giuridica compatibile con i fini sociali e di solidarieta’
desumibili dall’atto costitutivo o dallo statuto in cui devono
essere espressamente previsti l’assenza di fini di lucro, il
carattere democratico dell’ordinamento interno, l’elettivita’
delle cariche associative, i criteri di ammissione degli
aderenti, i loro obblighi e diritti. I predetti requisiti non
sono richiesti per gli organismi aventi natura di organizzazione
non lucrativa di utilita’ sociale (ONLUS), ai sensi del decreto
legisiativo 4 dicembre 1997, n. 460;
b) obbligo di formazione del bilancio o del rendiconto dal quale
devono risultare i beni, i contributi o le donazioni, nonche’ le
modalita’ di approvazione dello stesso da parte dell’assemblea
degli aderenti;
c) sede legale in Italia e possibilita’ di operativita’ in Italia
ed eventualmente all’estero qualunque sia la forma giuridica
assunta;
d) esperienza almeno biennale nel settore dell’integrazione degli
stranieri e dell’educazione interculturale; della valorizzazione
delle diverse espressioni culturali, ricreative, sociali
religiose ed artistiche: della formazione, dell’assistenza e
dell’accoglienza degli stranieri.
2. I soggetti di cui al comma 1, si iscrivono al registro su
richiesta del rappresentante legale, con una domanda corredata da:
a) copia dell’atto costitutivo e dello statuto o degli accordi
degli aderenti:
b) dettagliata relazione sull’attivita’ svolta negli ultimi due
anni; c) copia del bilancio o del rendiconto relativo agli
ultimi due anni di attivita’;
d) eventuale iscrizione all’albo regionale delle associazioni del
volontariato;
e) ogni altra documentazione ritenuta utile per comprovare
l’adeguatezza dell’associazione a svolgere attivita’ nel settore
dell’integrazione degli stranieri;
f) dichiarazione redatta e sottoscritta ai sensi delle vigenti
disposizioni concernente l’assenza, nei confronti del legale
rappresentante e di ciascuno dei componenti degli organi di
amministrazione e di controllo dell’ente, delle condizioni
interdittive di cui al comma 3, dell’articolo 52.
3. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
4. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 18 OTTOBRE 2004, N. 334)).
5. Nell’ambito del registro di cui all’articolo 52, comma 1,
((lettera b) )), possono iscriversi le associazioni, gli enti e gli
organismi privati abilitati alla realizzazione dei programmi di
assistenza e integrazione sociale di cui all’articolo 18, comma 3,
del testo unico. Nella fase di prima applicazione possono
richiedere l’iscrizione solo gli organismi privati che,
indipendentemente dalla natura giuridica, abbiano gia’ svolto
attivita’ di assistenza sociale e di prestazione dei servizi in
materia di violenza contro le donne, prostituzione, tratta,
violenza e abusi sui minori, assistenza ai lavoratori in condizione
di grave sfruttamento, con particolare riferimento al lavoro
minorile.
6. Ai fini dell’iscrizione, i soggetti di cui al comma 5
presentano un curriculum attestante le precedenti esperienze, e una
dichiarazione dalla quale risultino:
a) la disponibilita’, a qualsiasi titolo, di operatori competenti
nelle aree psicologica, sanitaria, educativa e dell’assistenza
sociale, che assicurino prestazioni con carattere di
continuita’, ancorche’ volontarie;
b) la disponibilita’, a qualsiasi titolo, di strutture alloggiative
adeguate all’accoglienza e alla realizzazione del programma di
assistenza e di integrazione sociale, con la specificazione
delle caratteristiche tipologiche e della ricettivita’;
c) i rapporti instaurati con enti locali, regioni o altre
istituzioni;
d) la descrizione del programma di assistenza e integrazione
sociale che intendano svolgere, articolato in differenti
programmi personalizzati. Il programma indica finalita’,
metodologia di intervento, misure specifica di tutela fisica e
psicologica, tempi costi e risorse umane impiegate: prevede le
modalita’ di prestazione di assistenza sanitaria e psicologica,
e le attivita’ di formazione, finalizzate ove necessario
all’alfabetizzazione e all’apprendimento della lingua italiana,
e comunque alla formazione professionale in relazione a
specifici sbocchi lavorativi;
e) l’adozione di procedure per la tutela dei dati personali, ai
sensi della legge 31 dicembre 1996, n. 675, anche relativi ai
soggetti ospitati nelle strutture alloggiative;
f) l’assenza, nei confronti del legale rappresentante e di ciascuno
dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo
dell’ente, delle condizioni interdittive di cui al comma 3
dell’articolo 52.
7. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di
entrata in vigore del presente regolamento possono richiedere
l’iscrizione anche organismi privati che non abbiano svolto
precedentemente attivita’ di assistenza nei campi indicati dal
comma 6, purche’ stabiliscano un rapporto di partenariato con uno
dei soggetti gia’ iscritti nella sezione del registro di cui
all’articolo 52, comma 1, ((lettera b) )). Tali organismi devono
presentare una dichiarazione dalla quale risultino oltre ai
requisiti indicati dal comma 6, lettere a), b) e d), il curriculum
di ciascuno dei componenti ed il rapporto di partenariato.
Art. 54
Iscrizione nel Registro

1. L’iscrizione degli organismi privati, degli enti e delle
associazioni nel registro di cui all’articolo 52, e’ disposta dal
Ministro per la solidarieta’ sociale, con proprio decreto, sentita
la Commissione di cui all’articolo 25, comma 2, limitatamente
all’iscrizione alla sezione di cui all’articolo 52, comma 1,
((lettera b) )).
2. L’iscrizione o il provvedimento di diniego dell’iscrizione e’
comunicato entro 90 giorni dalla richiesta. Trascorso tale termine
l’iscrizione e’ da ritenersi avvenuta.
3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli
affari sociali, provvede all’alloggiamento annuale del registro, di
cui all’articolo 52, comma 1. A tal fine gli organismi privati e le
associazioni e gli enti interessati trasmettono entro il 30 gennaio
di ogni anno una relazione sull’attivita’ svolta. Ogni cambiamento
sostanziale di uno dei requisiti richiesti per l’iscrizione dovra’
essere invece comunicato tempestivamente.((2))
4. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli
affari sociali, puo’ effettuare controlli o richiedere la
trasmissione di documentazione. La rilevazione di comportamenti non
compatibili con le tonalita’ dei soggetti di cui al comma 1,
comporta la cancellazione dal registro, a decorrere dalla data di
comunicazione all’interessato.((2))
5. L’elenco degli organismi privati e delle associazioni e degli
enti iscritte al registro e’ comunicato annualmente alle regioni e
alle province autonome.
—————
AGGIORNAMENTO (2)
Il D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334 ha disposto (con l’art. 47) che
“Nel testo del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, le parole: “Ministro
o Ministero del lavoro e della previdenza sociale” e “Presidenza
del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli affari sociali”
sono sostituite dalle seguenti: “Ministro o Ministero del lavoro e
delle politiche sociali.”
Art. 55
Funzionamento della Consulta per i problemi
degli stranieri immigrati e delle loro famiglie

1. La Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle
loro famiglie, di cui all’art. 42 del testo unico, istituita con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha sede presso
il Dipartimento per gli affari sociali. Con lo stesso decreto
vengono nominati i componenti della Consulta ai sensi del comma 4
del predetto articolo 42 del testo unico.
2. Il Presidente della Consulta puo’ invitare a partecipare ai
lavori della Consulta i rappresentanti del Consigli territoriali.
di cui all’articolo 3, comma 6, del testo unico.
3. I componenti della Consulta rimangono in carica per tre anni.
4. La Consulta e’ convocata almeno ogni sei mesi. La Consulta si
avvale di una propria segreteria composta da personale in sevizio
presso il Dipartimento per gli affari sociali, che assicura il
supporto tecnico-organizzativo.
5. La Consulta acquisisce le osservazioni degli enti e delle
associazioni nazionali maggiormente attivi nell’assistenza e nel
l’integrazione degli immigrati ai fini della predisposizione del
documento programmatico di cui all’articolo 3 del testo unico, in
relazione alle condizioni degli immigrati, inoltre, esamina le
problematiche relative alla loro integrazione a livello economico,
sociale e culturale, verifica lo stato di applicazione della legge
evidenziandone difficolta’ e disomogeneita’ a livello territoriale:
elabora proposte e suggerimenti per una migliore convivenza tra
immigrati e cittadinanza locale e per la tutela dei diritti
fondamentali; assicura la diffusione delle informazioni relative
alla realizzazione di esperienze positive maturate nel settore
dell’integrazione a livello sociale, nel rispetto delle
disposizioni in vigore in materia di dati personali.
6. Con il decreto di cui al comma 1, sentito il Presidente del
Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. puo’ essere
nominato il Vice presidente della Consulta e sono stabilite le
modalita’ di raccordo e di collaborazione con l’attivita’
dell’organismo di cui all’articolo 56.
Art. 56
Organismo nazionale di coordinamento

1. L’Organismo nazionale di coordinamento di cui all’articolo 42,
comma 3, del testo unico, opera in stretto collegamento con la
Consulta per l’immigrazione di cui al comma 4 dello stesso
articolo, con i Consigli territoriali per l’immigrazione, con i
centri di osservazione, informazione e di assistenza legale contro
le discriminazioni razziali, etniche, nazionali e religiose, con le
istituzioni e gli altri organismi impegnati nelle politiche di
immigrazione a livello locale, al fine di accompagnare e sostenere
lo sviluppo dei processi locali di accoglienza ed integrazione dei
cittadini stranieri, la loro rappresentanza e partecipazione alla
vita pubblica.
2. La composizione dell’Organismo nazionale di cui al comma 1. e’
stabilita con determinazione del Presidente del Consiglio nazionale
dell’economia e del lavoro (C.N.E.L.), d’intesa con il Ministro per
la solidarieta’ sociale.
3. L’Organismo nazionale si avvale di una segreteria composta da
funzionari del C.N.E.L. e personale ed esperti con contratto a
tempo determinato.
Art. 57
Istituzione del Consigli territoriali per l’immigrazione

1. I Consigli territoriali per l’immigrazione di cui all’articolo
3, comma 6, del testo unico con compiti di analisi delle esigenze e
di promozione degli interventi da attuare a livello locale sono
istituiti, a livello provinciale, con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, da adottarsi di concerto con il Ministro
dell’interno. E’ responsabilita’ del prefetto assicurare la
formazione e il funzionamento di detti Consigli. Essi sono cosi’
composti:
a) dai rappresentanti dei competenti uffici periferici delle
amministrazioni dello Stato;
b) dal Presidente della provincia;
c) da un rappresentante della regione;
d) dal sindaco del comune capoluogo, o da un suo delegato nonche’
dal sindaco, o da un suo delegato dei comuni della provincia di
volta in volta interessati;
e) dal Presidente della camera di commercio, industria artigianato
e agricoltura o da un suo delegato;
f) da almeno due rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei
lavoratori e dei datori di lavoro;
g) da almeno due rappresentanti delle associazioni piu’
rappresentative degli stranieri extracomunitari operanti nel
territorio;
h) da almeno due rappresentanti degli enti e delle associazioni
localmente attivi nel soccorso e nell’assistenza agli Immigrati.
2. Possono essere invitati a partecipare alle riunioni dei
Consigli i rappresentanti delle Aziende sanitarie locali, nonche’
degli enti o altre istituzioni pubbliche interessati agli argomenti
in trattazione.
3. I Consigli territoriali per l’immigrazione operano, per la
necessaria integrazione delle rispettive attivita’, in collegamento
con le Consulte regionali di cui all’articolo 42, comma 6, del
testo unico, eventualmente costituite con legge regionale. Ai fini
di una coordinata ed omogenea azione di monitoraggio ed analisi
delle problematiche connesse al fenomeno dell’immigrazione e delle
esigenze degli immigrati, nonche’ di promozione dei relativi
interventi, il prefetto assicura il raccordo dei Consigli
territoriali con la Consulta per i problemi degli stranieri
immigrati e delle loro famiglie, di cui all’articolo 42, comma 4,
del testo unico.
4. Nell’adozione del decreto di cui al comma 1, del presente
articolo, il Presidente del Consiglio dei Ministri tiene conto, ai
fini dell’istituzione dei Consigli territoriali per l’immigrazione,
degli eventuali organi costituiti, con analoghe finalita’, presso i
comuni. In tal caso, il prefetto assicura il raccordo tra i
predetti organi e la Consulta per i problemi degli stranieri
immigrati e delle loro famiglie.
Art. 58
Fondo nazionale per le politiche migratorie

1. Il Ministro per la solidarieta’ sociale, con proprio decreto
adottato di concerto con i Ministri interessati secondo quanto
disposto dall’articolo 59, comma 46, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, e dall’articolo 133, comma 3, del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, ripartisce i finanziamenti relativi al Fondo
nazionale per le politiche migratorie di cui all’articolo 45 del
testo unico, in base alle seguenti quote percentuali:
a) una quota pari all’80% dei Finanziamenti dell’intero Fondo e’
destinata ad interventi annuali e pluriennali attivati dalle
regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, nonche’
dagli enti locali, per straordinarie esigenze di integrazione
sociale determinate dall’afflusso di immigrati:
b) una quota pari al 20% dei finanziamenti e’ destinata ad
interventi di carattere statale comprese le spese relative agli
interventi previsti dagli articoli 20 e 46 del testo unico.
2. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 11 AGOSTO 2003, N. 228)).
3. Le regioni possono impiegare una quota delle risorse loro
attribuite ai sensi del comma 1, lettera a), per la
realizzazione di programmi interregionali di formazione e di
scambio di esperienze in materia di servizi per l’integrazione
degli immigrati.
4. Le risorse attribuite alle regioni ai sensi del comma 1,
lettera a), costituiscono quote di cofinanziamento dei programmi
regionali relativi ad interventi nell’ambito delle politiche per
l’immigrazione. A tal fine le regioni partecipano con risorse a
carico dei propri bilanci per una quota non inferiore al 20% del
totale di ciascun programma. Le risorse attribuite alle regioni
possono altresi’ essere utilizzate come quota nazionale di
cofinanziamento per l’accesso ai fondi comunitari.
5. Il decreto di ripartizione di cui al comma 1 tiene conto,
sulla base dei dati rilevati dall’ISTAT e dal Ministero
dell’interno:
a) della presenza degli immigrati sul territorio;
b) della composizione demografica della popolazione immigrata e del
rapporto tra immigrati e popolazione locale;
c) delle situazioni di particolare disagio nelle aree urbane e
della condizione socioeconomica delle aree di riferimento.
6. Per la realizzazione della base informativa statistica
necessaria alla predisposizione del decreto di cui al comma 1, il
Ministero dell’interno trasmette all’ISTAT, secondo modalita’
concordate e nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e
successive modificazioni e integrazioni, le informazioni di
interesse statistico sui cittadini stranieri, contenute nei propri
archivi automatizzati, incluse quelle relative ai minorenni
registrati sul permesso di soggiorno o carta di soggiorno dei
genitori.
7. Il decreto di cui al comma 1 tiene altresi’ conto delle
priorita’ di intervento e delle linee guida indicate nel documento
programmatico relativo alla politica dell’immigrazione e degli
stranieri predisposto ogni tre anni ai sensi dell’articolo 3, comma
1, del testo unico.
8. I programmi annuali e pluriennali predisposti dalle regioni
sono Finalizzati allo svolgimento di attivita’ volte a:
a) favorire il riconoscimento e l’esercizio, in condizione di
parita’ con i cittadini italiani, dei diritti fondamentali delle
persone immigrate;
b) promuovere l’integrazione degli stranieri favorendone l’accesso
al lavoro, all’abitazione, ai servizi sociali, alle istituzioni
scolastiche;
c) prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione basata sulla
razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica o
religiosa;
d) tutelare l’identita’ culturale, religiosa e linguistica degli
stranieri;
e) consentire un positivo reinserimento nel Paese d’origine.
9. Il Ministro per la solidarieta’ sociale predispone, con
proprio decreto, sentita la conferenza Unificata, un apposito
modello uniforme per la comunicazione dei dati statistici e
socioeconomici e degli altri parametri necessari ai fini della
redazione dei programmi regionali e statali che devono essere
trasmessi al Dipartimento per gli affari sociali ai sensi
dell’articolo 59, comma 1, e dell’articolo 60, comma 2, e per la
presentazione della relazione annuale ai sensi dell’articolo 59,
comma 5) e dell’articolo 60, comma 4.
Art. 59
Attivita’ delle regioni e delle province autonome

1. Entro sei mesi dalla data di pubblicazione del decreto del
Ministro per la solidarieta’ sociale di cui all’articolo 58, comma
1, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sulla base
delle risorse del Fondo rispettivamente assegnate, comunicano al
Dipartimento per gli affari sociali della Presidenza del Consiglio
dei Ministri i programmi annuali o pluriennali, comunque della
durata massima di tre anni, che intendono realizzare nell’ambito
delle politiche per l’immigrazione. La comunicazione dei programmi
e’ condizione essenziale per la erogazione del finanziamento
annuale.
2. Per favorire l’elaborazione dei piani territoriali anche ai
fini dell’armonizzazione con i piani di intervento nazionale, il
Ministro per la solidarieta’ sociale, d’intesa con la Conferenza
Unificata, adotta con proprio decreto linee guida per la
predisposizione dei programmi regionali.
3. I programmi regionali indicano i criteri per l’attuazione
delle politiche di integrazione degli stranieri ed i compiti
attribuiti ai comuni quali soggetti preposti all’erogazione dei
servizi sociali ai sensi dell’articolo 131. comma 2, del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112. I programmi regionali prevedono
accordi di programma con gli enti locali che indichino gli
obiettivi da perseguire, gli interventi da realizzare, le modalita’
e i tempi di realizzazione, i costi e le risorse impegnate, i
risultati perseguiti, i poteri sostitutivi in caso di ritardi e
inadempienze.
4. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, ai fini
dell’attuazione dei propri programmi, possono avvalersi della
partecipazione delle associazioni di stranieri e delle
organizzazioni stabilmente operanti in loro favore iscritte nel
registro di cui all’articolo 52 comma 1, lettera a).
5. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano entro un
anno dalla data di erogazione del finanziamento presentano una
relazione al Ministro per la solidarieta’ sociale sullo stato di
attuazione degli interventi previsti nei programmi, sulla loro
efficacia, sul loro impatto sociale, sugli obiettivi conseguiti e
sulle misure da adottare per migliorare le condizioni di vita degli
stranieri sul territorio. Nello stato di attuazione degli
interventi deve essere specificato anche il grado di avanzamento
dei programmi in termini di impegni di spesa, pagamenti e residui
passivi desunti dai rispettivi bilanci.
6. Qualora le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
non adempiano nei termini all’obbligo di comunicazione dei
programmi che intendono realizzare ovvero, entro dodici mesi dalla
data di erogazione dei finanziamenti, non abbiano provveduto
all’impegno contabile delle rispettive quote assegnate, il Ministro
per la solidarieta’ sociale, sentita la Conferenza Unificata,
provvede alla revoca del finanziamento e alla ridestinazione dei
fondi alle regioni e alle province autonome.
7. L’obbligo di comunicazione dei programmi di cui al comma 1 e
quello dell’iscrizione nel registro di cui al comma 4 e le quote di
cofinanziamento previste a carico delle regioni dall’articolo 58,
comma 4, operano relativamente alla ripartizione degli stanziamenti
previsti per gli esercizi finanziari successivi a quello di entrata
in vigore del presente regolamento
Art. 60
Attivita’ delle Amministrazioni statali

1. Gli interventi realizzati dalle amministrazioni statali sono
Finanziati ai sensi dell’articolo 58, comma 1, lettera b), secondo
le priorita’ indicate dal documento programmatico di cui
all’articolo 3, comma 1, del testo unico.
2. Il Ministro per la solidarieta’ sociale promuove e coordina,
d’intesa con i Ministri interessati, i programmi delle
amministrazioni statali presentati al Dipartimento per gli affari
sociali entro sei mesi dalla pubblicazione del decreto di
ripartizione del Fondo.
3. Le amministrazioni statali predispongono i propri programmi
anche avvalendosi delle associazioni di stranieri e delle
organizzazioni stabilmente operanti in loro favore iscritte nel
registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera a).
4. Le amministrazioni statali, entro un anno dalla data di
erogazione del finanziamento, presentano una relazione al Ministro
per la solidarieta’ sociale sullo stato di attuazione degli
interventi previsti nei rispettivi programmi sulla loro efficacia
sul loro impatto sociale e sugli obiettivi conseguiti.
Art. 61
Disposizione transitoria

1. La condizione dell’iscrizione al registro di cui all’articolo
52, comma 1, e’ richiesta per gli interventi adottati sugli
stanziamenti previsti per gli esercizi finanziari degli anni
successivi a quello di entrata in vigore del presente regolamento.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 31 agosto 1999
CIAMPI
D’Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Piazza, Ministro per la funzione
pubblica
Bellillo, Ministro per gli affari
regionali
Turco, Ministro per la solidarieta’
sociale
Balbo, Ministro per le pari
opportunita’
Dini, Ministro degli affari esteri
Russo Jervolino, Ministro
dell’interno
Diliberto, Ministro di grazia e
giustizia
Amato, Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione
economica
Berlinguer, Ministro della pubblica
istruzione
Treu, Ministro dei trasporti e
della navigazione
Bersani, Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato
Salvi, Ministro del lavoro e della
previdenza sociale
Bindi, Ministro della sanita’
Zecchino, Ministro dell’universita’
e della ricerca scientifica e
tecnologica
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
Registrato alla Corte dei conti il
26 ottobre 1999
Atti di Governo, registro n. 117,
foglio n. 29, con esclusione del
comma 3 dell’art. 29, del comma 6
dell’art. 50 e dell’art. 51, ai
sensi della deliberazione della
sezione del controllo adottata
nell’adunanza del 25 ottobre 1999.
Art. 61-bis
(( (Sistemi informativi). ))

((1. Per l’attuazione dei procedimenti del testo unico e del
regolamento, le amministrazioni pubbliche si avvalgono degli archivi
automatizzati e dei sistemi informativi indicati nel regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 2004, n.
242, per la razionalizzazione e l’interconnessione tra le pubbliche
amministrazioni, nonche’ dei sistemi informativi e delle procedure
telematiche indicate nel presente regolamento. Le modalita tecniche e
procedurali per l’accesso e la trasmissione di dati e documenti tra i
sistemi informativi delle amministrazioni pubbliche sono disciplinate
con i provvedimenti previsti nel regolamento di attuazione, di cui
all’articolo 34, comma 2, della legge 30 luglio 2002, n. 189.
2. Per le procedure di ingresso, soggiorno ed uscita e per i
collegamenti informativi con le altre amministrazioni pubbliche, le
questure si avvalgono anche dell’archivio informatizzato dei permessi
di soggiorno previsto dal regolamento di attuazione di cui
all’articolo 34, comma 2, della legge n. 189 del 2002.
3. I criteri e le modalita’ di funzionamento dell’archivio di cui
al comma 2 sono stabilite con decreto del Ministro dell’interno.))

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